Home Annunziando Provocati da un cambiamento. Il nostro campo scuola e il nostro viaggio a Scampia

Provocati da un cambiamento. Il nostro campo scuola e il nostro viaggio a Scampia

da Redazione
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In certi angoli del mondo la difficolta in cui la vita mette alla prova l’uomo noi spesso possiamo solo immaginarla. Non riusciamo a renderci davvero conto di quanto una situazione sia difficile, di quanto sia vicina a noi, finché non finiamo per vivere noi stessi tutto ciò che abbiamo finora sentito raccontare solo da testimonianze. Solo allora scopriamo che quelle realtà non erano poi così estranee alla nostra, così lontane come pensavamo, solo allora scopriamo, toccandola con mano, la difficoltà di vivere la vita al limite della speranza.

Noi giovanissimi del gruppo post cresima della parrocchia SS. Annunziata, quest’anno nel nostro campo estivo presso Napoli, abbiamo conosciuto, attraverso la testimonianza di chi l’ha vissuta e incontrata davvero, la realtà di Scampia.

In particolare abbiamo incontrato due soggetti, i quali sebbene con modalità e caratteristiche per certi versi differenti, hanno in comune lo stesso obbiettivo: gridare al mondo che gli irrecuperabili non esistono, ma sono solo “l’invenzione della nostra cattiva volontà” come disse Davide Cerullo. Uno di questi personaggi è proprio lui. Ex camorrista e spacciatore Davide Cerullo ha vissuto molti anni a Scampia al servizio della malavita, esperienza questa che lo ha particolarmente segnato, e impresso nella sua mente un’importante verità e cioè che la vita umana in sé conta ben poco per la mafia. Grazie all’incontro con la fede, che lo ha sempre accompagnato nella sua rinascita, e con la letteratura che oggi è parte integrante del suo lavoro, Davide Cerullo ha saputo fare del suo passato un prezioso tesoro e una grande missione: convincere i giovani che vincere la paura e il pregiudizio dell’impossibile è possibile. Ha spiegato a noi ragazzi che i nei sogni bisogna credere e difenderli con tutte le forze, credere che sia impossibile non è essere realisti o peggio maturi, ma vuol dire cedere alla nostra inerzia, arrenderci e lasciar perdere ciò in cui credevamo. La resa è una scelta, così come il desiderio di lottare, di cambiare.

La via verso il cambiamento, verso la Chiamata e le sue tortuosità ci sono state rese bene presenti dall’importante testimonianza dei Frati minori rinnovati di Scampia. Pensereste mai che dei frati possano vivere in dei vagoni di treni dismessi? Beh, noi li abbiamo visti, il loro stile di vita ci ha profondamente affascinato. Abbiamo conosciuto le loro testimonianze, le storie delle loro vite, dall’incertezza delle grandi scelte, all’incontro on Dio, verso la perseveranza, l’umiltà e la preghiera con cui portano avanti la loro vocazione e la loro missione verso i bisognosi di Scampia.

Testimonianze di vita queste, di chi conosce e vive Scampia, profondamente toccanti e che sicuramente hanno lasciato in noi un seme, delle domande , delle risposte, e un invito, quello a non arrenderci mai, a lasciarci andare nella strada segnata dal nostro cuore.

di Sofia Ruta

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