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La tenerezza salverà il mondo

da Redazione
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Ci siamo sempre chiesti lungo il nostro cammino di sposi cos’è per noi la tenerezza e come la rendiamo viva e presente nella nostra relazione di coppia. È luogo comune definirla come tenerume o sentimentalismo; inoltre, molto spesso viene identificata nell’avvertire sensazioni piacevoli ma passeggere, nel vivere un’avventura amorosa, nel possedere o nel proteggere troppo l’altro. Tutte considerazioni che ce la fanno percepire come qualcosa di poco conto.

Tuttavia, è ben diverso il valore che la tenerezza assume nel matrimonio cristiano.

In Amoris Laetitia papa Francesco definisce la famiglia comunità di tenerezza, inoltre ha ricordato che “non è la virtù del debole la tenerezza, anzi al contrario denota fortezza d’animo, capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, capacità di amare”.

Da qui, esaminando la nostra vita insieme ci siamo resi conto che la nostra armonia e serenità scaturisce dalle nostre reciproche attenzioni quotidiane. Ci hanno reso forti e complici uno sguardo, un sorriso, un abbraccio forte ma non fugace, l’amorevolezza, una parola carica d’affetto.

A rafforzare il nostro legame è stata la strada dell’ascoltare, dell’aspettare, del comprendere, del farci carico, del sacrificarci con fiducia sapendo che ciascuno si dona all’altro allo stesso modo. È il chiederci: “cosa sto facendo io perché lui o lei sia felice e si realizzi?”

Siamo chiamati, quindi, a vivere la tenerezza andando verso l’altro riconoscendolo, accogliendolo, condividendo le rispettive esigenze.

Nei periodi in cui queste modalità sono state centellinate entrambi abbiamo avvertito un vuoto profondo, tanta amarezza e solitudine. Abbiamo perso la gioia di amare ed essere amati e di dare il giusto valore al dono che ciascuno è per l’altro.

Queste esperienze vissute ci hanno reso consapevoli del fatto che la tenerezza è l’amore che si manifesta al di là delle parole. Non è sufficiente sapere di essere amati, bisogna sentirselo dire, comunicarselo. Niente è scontato, né sottinteso. Ogni sentimento, per riscaldare il cuore dell’altro ha bisogno di essere manifestato e ribadito: la tenerezza si comunica incarnandola e testimoniandola.

Il noi nuziale cresce e matura solo se ci lasciamo corteggiare l’uno dall’altro. Il segreto della felicità di noi sposi è: lei deve sentirsi amata e deve apprezzare lui, mentre lui deve sentirsi apprezzato e far sentire lei amata. Entrambi ci dobbiamo sentire unici l’uno per l’altro.

Durante la vita insieme noi sposi siamo chiamati ad educarci al linguaggio della tenerezza, il vero amore può essere caratterizzato dalla sigla ABC, che sta per “abbracci, baci, carezze”. È un passo decisivo per la felicità di coppia: siamo, infatti, esseri di tenerezza perché creati ad immagine e somiglianza di Dio, infinita tenerezza. Essa è sì una forza umile, ma la più potente per cambiare le relazioni degli sposi. Dio ha scelto infatti il matrimonio per rendere manifesto il Suo Amore sulla terra. Così la vita si trasforma in gioia piena e carica di bellezza fa fiorire la nostra umanità e il mondo intero.

di Emanuele e Carmela Sudano

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