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Educare alla vita: realtà e sfida

da Redazione
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Oggi Domenica 07 Febbraio 2021 celebriamo la giornata per la vita, iniziativa promossa dalla CEI in difesa della vita nascente.

Nella nostra società stiamo assistendo sempre più ad un invecchiamento della nostra popolazione e ad una denatalità in aumento. Le nascite diminuiscono sempre più , si innalza l’età della maternità per varie cause, legate al cambiamento degli stili di vita, per cui tutto è rinviato ad un domani sempre più sicuro o quanto meno pianificato ed organizzato.  Mettere al mondo un figlio è una grande responsabilità, talora visto come un peso, un impedimento per la propria realizzazione. Si aspetta il traguardo di una laurea , di un posto di lavoro, la sicurezza di una casa, la stabilità affettiva , l’indipendenza economica ,l’autonomia dalla famiglia di origine, impera l’individualismo e la libertà di cambiare il proprio sistema di vita a seconda della convenienza immediata.

Tali problematiche bloccano la vita della coppia , innescando relazioni che si intrecciano ma pronte ad essere facilmente slegate e separate  se qualcosa non funziona e  tutto è reso precario, instabile, fragile e vulnerabile. La frammentarietà relazionale, la possibile precarietà affettiva, sentimentale fanno sì che i rapporti siano sempre più fragili, modificabili, temporanei, frammentari e talvolta estemporanei. Educare alla vita relazionale stabile in continuità affettiva non sempre è facile, oggi si vivono rapporti di coppia “ mordi e fuggi ”, improntati alla convenienza , all’instabilità o al non “ per sempre”, tutto ciò comporta delle ricadute sui tempi del crearsi “ una famiglia” ed assistiamo o all’arrivo inaspettato del figlio concepito quale “incidente di percorso” , come frutto acerbo di una relazione affettiva immatura oppure a figli attesi, cercati e a tutti costi voluti, “procreati” come prodotto di laboratorio , vedi FIVET, GIFT, e tutte le metodiche di procreazione medicalmente assistita con aumento della sterilità di coppia, dell’età materna avanzata col rischio di gemellarità e di prematurità e con tutte le implicazioni etiche conseguenti.

“ Dono del Signore, sono i figli, è sua grazia il frutto del grembo”, dice il salmo 127. La vita è un dono e va amata , custodita, accolta, pensata e desiderata. Come educhiamo le giovani generazioni all’accoglienza della vita? Quale formazione affettivo-sessuale educa i nostri giovani alla responsabilità di coppia , alla educazione per una genitorialità responsabile ed attiva , alla coniugalità gioiosa  per una stabilità sponsale seria , bella e felice?

Abbiamo bisogno di educarci alla vita ,abbiamo bisogno di coltivare una cultura della vita e a favore della vita, curandone la bellezza e l’amore per ritornare a sognare ad essere costruttori di famiglie vere , autentiche, felici, stabili e responsabili per avere radici forti, vigorose e sane  e per dare vita a frutti abbondanti e gustosi nella fecondità responsabile e generosa. L’impegno a tale formazione è di tutti, l’individualismo esasperato ci ha portati ad una sfida libertaria irresponsabile , privatistica improntata alla convenienza utilitaristica, è necessario crescere nel recupero di una bellezza alla natura ed all’umanizzazione dei nostri rapporti ritornando al disegno originario della famiglia , culla e grembo di ogni vita nascente.

Carmela Giurdanella

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