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San Giovanni Bosco 2021 tra essenzialità e creatività

da Redazione
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“La gioia è la più bella creatura uscita dalle mani di Dio dopo l’amore” soleva dire don Giò Bosco padre, maestro ed amico dei giovani che  ancora oggi, dopo un secolo e mezzo, sono attratti dalla sua carica di energica vitalità e dal suo innato coraggio fortificato dall’amore a Maria, strada che apre a Cristo.

Don Bosco ispirava e comunicava gioia, ingrediente principale del suo cammino di santità e del cammino di ogni cristiano: gioia profonda che nasce da Dio e dal sentirsi profondamente radicati in Lui.

E proprio all’insegna della gioia autentica, dell’atmosfera familiare, del servizio, del lavoro fatto insieme che, anche quest’anno, nonostante le paure, gli impedimenti e le proibizioni che il nostro tempo ci offre, si sono svolti i festeggiamenti in onore di San Giovanni Bosco.

Con le celebrazioni eucaristiche di domenica 31 gennaio, memoria liturgica del santo, si è concluso un percorso che ha voluto mettere in evidenza tre aspetti della vita del santo: l’attenzione ai poveri, l’attenzione all’educazione, l’attenzione ai giovani.

Nei giorni 23 e 24 gennaio, nella XXVIII Giornata della fraternità, è stata promossa la raccolta alimentare presso il salone parrocchiale, non avendo potuto come ogni anno compiere il tradizionale giro del paese allo scopo di raccogliere i beni di prima necessità.

Il triduo di preparazione svoltosi nei giorni 28,29 e 30 gennaio, è iniziato con la benedizione degli insegnanti durante la celebrazione eucaristica. San Giovanni Bosco diceva che l’educazione “è cosa di cuore” e realizzò la sua personale santità con “l’impegno educativo vissuto con zelo e cuore apostolico”. All’educazione dei giovani egli dedicò la sua vita, ideando e mettendo in pratica un sistema educativo efficace per la crescita dei ragazzi e divenendo uno dei più grandi influencer di sempre in campo pedagogico. Durante l’omelia il parroco, don Manlio Savarino, ha voluto sottolineare la missionarietà e la vocazione dell’insegnante che deve riconoscere e valorizzare le diversità, far leva sulle risorse interiori di ciascuno ed esaltarne le potenzialità. Prendersi cura, mediante l’educazione, è formare persone libere e responsabili del bene della famiglia umana. Il “Sistema preventivo” di don Bosco, che riconosce come unico “linguaggio” dell’educazione il linguaggio del cuore, risulta attuale e vivo più che mai davanti alle emergenze educative e alle sfide del terzo millennio.

Venerdì 29 gennaio, secondo giorno del triduo, ha visto coinvolti i bambini e ragazzi del catechismo che hanno animato la messa e interagito durante l’omelia. Ogni gruppo ha rappresentato un episodio della vita del santo: i bambini di seconda e terza elementare hanno rappresentato il sogno che don Bosco fece a nove anni con disegni e fumetti; i bambini di quarta e quinta elementare si sono soffermati su Giovannino piccolo saltimbanco e hanno rappresentato, in una breve ma significativa scenetta, l’incontro che avrebbe cambiato la vita al povero orfanello: quello con don Calosso, suo primo direttore spirituale, che lo sosterrà per realizzare il suo sogno di diventare prete facendogli iniziare i primi studi. I ragazzi delle medie hanno portato all’altare dei segni che parlavano del don Bosco sacerdote: la berretta e delle ceste con beni di prima necessità e vestitini da donare ai bisognosi, per sottolineare l’attenzione che egli ebbe verso i ragazzi più poveri e soli. Il tutto in una cornice meravigliosamente curata nei particolari dai nostri giovani del post cresima, con appositi addobbi festosi recanti le frasi del nostro Santo che esaltano la già meritoria bellezza della nostra Basilica.

Sabato 30 gennaio si è svolto il “Don Bosco story and social game” un oratorio virtuale organizzato dalle catechiste e dal nuovo direttivo dell’Associazione che del Santo ne porta il nome e il messaggio di animazione e coinvolgimento giovanile. I bambini, da casa e in collegamento meet, sono stati coinvolti in giochi e quiz sulla vita del santo e una divertentissima caccia al tesoro; mentre i ragazzi delle medie, sempre via meet, hanno incontrato e conversato con un animatore salesiano. La celebrazione eucaristica serale è stata accompagnata da un intenso momento di preghiera in musica per i giovani che ha lasciato un profondo segno in tutti i presenti.

Nessuna festa esterna, dunque, per questa festa di Don Bosco 2021, solo preghiera, riflessione ed essenzialità ma con l’impegno a dare il meglio che ciascuno ha nel proprio cuore e con l’entusiasmo che contraddistingue chi, con generosità, fa della propria vita un dono per gli altri.

A concludere i festeggiamenti domenica 7 febbraio le due celebrazioni eucaristiche con la presenza rispettivamente delle associazioni dilettantistiche del paese e di tutte le associazioni cattoliche delle nostre comunità parrocchiali cittadine, rinviate alla domenica successiva in segno di rispetto e ricordo del caro Massimo, ex socio della nostra Associazione e devoto portatore del Ss. Cristo con la croce prematuramente venuto a mancare sabato 30 gennaio.

Don Bosco continua ad aprire cammini di speranza anche in questo tempo difficile e buio, ci invita a sperare attingendo alla Gioia piena che viene da Dio, ingrediente essenziale di ogni vita chiamata alla santità.

(in foto: uno dei momenti del Triduo di San Giovanni Bosco 2021)

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