Home Strada facendo… San Francesco, un giovane come noi…

San Francesco, un giovane come noi…

da Maria Sacchetta
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Oggi è la festa del “Perdono di Assisi”: un’indulgenza plenaria che può essere ottenuta in tutte le chiese parrocchiali e francescane dal mezzogiorno del 1º agosto alla mezzanotte del 2 agosto, e tutti i giorni dell’anno visitando la Chiesa della Porziuncola. La Porziuncola è una piccola chiesa situata all’interno della Basilica santa Maria degli Angeli, presso Assisi e tra le sue mura, Francesco comprese infatti la sua vocazione accolse i primi Frati, ricevette infine il suddetto Perdono di Assisi. 

A questo proposito vogliamo raccontarvi brevemente la vita del patrono degli italiani (chiamato così perché considerato uno dei padri della lingua italiana e per via della grande devozione che gli è rivolta), cosi come l’abbiamo raccontata, durante i campi estivi ai bambini più piccoli della catechesi, i bimbi di 2a e 3a elementare, che hanno avuto il piacere di poter godere del “campeggio” giornaliero preparato e pensato per loro conoscendo, e per alcuni aspetti anche rivivendo, proprio la vita del nostro santo Francesco.

Durante il campo dei bambini di seconda elementare la Vita di Francesco è stata suddivisa in 4 parti ognuna delle quali ha portato con sé un momento di racconto, gioco e riflessione: si parte dal racconto di un Francesco giovane, felice e allegro circondato da amici nella casa di suo padre insieme a genitori amorevoli mettendo in evidenza che, come Francesco, anche noi vogliamo essere amici simpatici e divertenti.

Il secondo passaggio racconta del sogno di Francesco di essere un giovane cavaliere, il quale, a soli 20 anni, si prepara per la battaglia contro la città di Perugia: qui i bambini hanno costruito le loro armi e i loro cavalli e si sono preparati alla battaglia. Tutto ciò ci ha portato verso la cattura di Francesco e al sogno/chiamata che gli impone la scelta che lo porta verso la strada della santità (anche se lui ancora non lo sapeva). Una volta liberato dalla prigionia Francesco torna ad Assisi cambiato perché ha trovato la sua strada che è quella di seguire Gesù.

Su quest’esempio si è riflettuto insieme ai bambini su cosa ci porta a trovare la nostra strada, cosa darà un senso alle nostre vite. Ecco che Francesco, quindi, cambia vita, si veste del saio, al posto della cintura un cordone e una piccola croce di legno: i bambini sono stati vestiti con un saio e un cordone per cingersi la vita.

Alla fine anche i piccoli in chiesa, depongono al lato dall’altare le armi, e si vestono con gli abiti del cambiamento:  il loro campo si conclude con la benedizione delle loro Tau (un segno di riconoscimento cristiano e francescano che riconduce all’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, simboleggia la Croce di Cristo) e recitando, come preghiera finale, la preghiera semplice di San Francesco.

Gli altri piccoli della catechesi, Il gruppo di 3a elementre, ha rappresentato brevemente la storia di san Francesco concentrandosi sull’episodio in cui Francesco, dopo aver udito la voce del Crocifisso di San Damiano che lo chiamava a riparare la sua Chiesa in rovina, si spoglia di tutto ciò che ha, consegnando al padre anche i suoi vestiti rimanendo nudo per seguire la strada che lo condurrà alla santità.

I bambini hanno visto una rappresentazione fatta dagli animatori di questo passaggio molto importante e hanno stentato a credere come un ragazzo ricco che aveva tutto, ha potuto lasciarlo per predicare, per le strade, vestito solo di stracci.

Francesco si converte completamente nel 1206: I primi anni della conversione furono caratterizzati dalla preghiera, dal servizio, dal lavoro manuale e dall’elemosina. Francesco scelse di vivere nella povertà volontaria e, ispirandosi all’esempio di Cristo, lanciò un messaggio di segno opposto a quello della società duecentesca, dalle facili ricchezze.
Per far capire tutto ciò ai piccoli si è messo in evidenza cosa fosse importante nella vita: gli averi materiali o l’amore profondo per tutte le cose, uomini, animali e piante…quell’amore e quell’affetto che Francesco sintetizza nel bellissimo Cantico delle Creature.

Cantico Che è stato rappresentato con un cartellone illustrando tutte le bellezze del creato.

Per addentrarsi ancora di più nella vita umile del santo dei poveri i bambini hanno coltivato un seme che si è paragonato alla chiamata avuta da Francesco durante il sogno. Questo seme, una volta piantato, se curato con amore e devozione, può dare ottimi frutti, come amore e fraternità, guidandoci ad una vita amorevole e ricca di significato.

I due gruppi di bambini, quindi, hanno cercato di rivivere i momenti più umili della vita di Francesco: i primi abbandonando le armi e prendendo il saio, i secondi cercando di godere delle bellezze del creato, trasformando in modo responsabile e corretto la terra entrando, come Francesco, in rapporto diretto con la natura.”

Come simbolo che l’umiltà ripaga. Non c’è bisogno di grandi cose per essere felici.

Le catechiste e i bambini di 2 e 3 elementare

(nella foto: un momento del campo dove i bambini rappresentano la battaglia di Francesco tra Assisi e Perugia…tutti sconfitti) 

 

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