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In ricordo di Paolo Borsellino…

da Giovanni Fronte
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19 Luglio 1992, Domenica Pomeriggio. Ad Ispica, nella mia città, ci si preparava alla festa esterna della sua celeste Patrona, la Madonna del Carmelo…nello stesso lasso di tempo, ma a distanza di chilometri, il dott. Paolo Borsellino andava a trovare sua madre in Via D’Amelio a Palermo. Fa appena in tempo a suonare il campanello che lui con gli agenti della sua scorta inizia a sentir tremare la terra sotto i piedi che da lì a breve li farà saltare in aria. Sono le 16.58.

Quasi immediatamente la notizia viene diffusa su tutte le reti nazionali ed arriva anche ad Ispica, ovviamente.

Io ero un ragazzino di 13 allora, non sapevo chi fosse il giudice Borsellino (men che meno il giudice Falcone) ma una cosa è rimasta impressa nella mia mente in quel pomeriggio d’estate: arrivato in Chiesa per la festa (premetto che comunque era meno solenne di come lo è adesso, ma la devozione è rimasta immutata verso la Vergine), l’unica cosa di cui si parlava era di questo attentato mafioso e che la gente non si sentiva più sicura neanche di uscire di casa ma emergeva da parte di tutti una frase: “Lo Stato…Noi…dobbiamo reagire!”… E da qui viene fuori (permettetemi un siculo orgoglio) la determinazione dei siciliani: da tempo la Sicilia non veniva accostata alla sua gente accogliente o alle sue bellezze, ma ai mafiosi e la nostra bella isola definita terra che trema…ci siamo ribellati a tutto questo. Reazione che toccherà tutta Italia culminando nelle parole di San Giovanni Paolo II nella famosa omelia della Valle dei Templi quasi un anno dopo:

“… Dio ha detto una volta: “Non uccidere”: non può uomo qualsiasi, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio! Qui ci vuole civiltà della vita! Nel nome di Cristo crocifisso e risorto, che è via verità e vita lo dico ai responsabili: Convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio!”

Il grido di San Giovanni Paolo II era il grido della Sicilia e dell’Italia Intera!

Chi era Paolo Borsellino? Tutti lo conoscono come il giudice antimafia, insieme a Giovanni Falcone e a tanti altri ma pochi lo conoscono come un cattolico praticante: egli viveva il suo servizio per la giustizia con un’attenzione particolare verso l’altro sia che si trattasse di un amico sia che si trattasse di un criminale, dando sempre una parola di sostegno, incoraggiamento e rispetto per la persona che aveva davanti.

Una cura per l’altro frutto della sua profonda ma non ostentata fede cristiana, vissuta ogni giorno alimentandosi dell’Eucaristia domenicale a cui mancava raramente e con assidue confessioni: il giorno prima della strage, racconta il sacerdote che lo ha incontrato, era ormai un uomo con la consapevolezza di andare incontro all’estremo sacrificio.

Le parole di un suo allora giovane sostituto alla procura di Marsala lo descrive così:

“Credo che la fede lo abbia aiutato in quello che è il concetto di morale, che va anche al di là della religione, ma individua ciò che è giusto o sbagliato in senso assoluto. Borsellino era credente, cattolico praticante: era pienamente convinto che dietro ad ogni imputato ci sia un uomo che va anche rispettato. La fede non faceva altro che rafforzare la sua personalità votata alla ricerca del rapporto con l’altro. È certamente un uomo di misericordia.”

Il Paolo Borsellino credente è un aspetto che in tanti non conoscono ma sono state alla base del suo vivere e del suo operare e, così come Cristo svolse la sua missione fino alla morte in croce, allo stesso modo il giudice antimafia fece il suo operato fino all’ultimo giorno consapevole che le sue opere (e degli altri giudici antimafia) hanno risvegliato una coscienza civile e morale: difatti le sue (loro) idee camminano nelle nostre teste e nelle nostre gambe.

A noi che restiamo il compito e il dovere di continuare a farle camminare ogni giorno, ogni mese, ogni anno affinché quella reazione (siciliana ed italiana) e il sacrificio di questi uomini quasi 30 anni fa non sia accaduta invano!

1 commento

rosariapiazzee36 gmail .it 14 Agosto 2021 - 12:30

Giovanni complimenti per il tuo articolo che mi ha tanto commosso.Il giudice Borsellino,un cattolico praticante : egli viveva il suo servizio per la giustizia con una attenzione particolare verso l’altro Il grido di San Giovanni Paolo ll,era il grido della Sicilia e dell’ Italia intera

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