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Chi-amati. Il Campo Giovani Assisi 2021

da Redazione
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Chi – amati è stato il filo conduttore ed il tema del Campo estivo vissuto dai nostri ragazzi del post cresima dal 29 luglio al 3 agosto, accompagnati dalle catechiste: Carmeluccia Lorefice, Mariarita Rivetta, dal parroco, padre Manlio e da una coppia: Corrado e Francesca, la cui storia e simpatia ha subito affascinato i ragazzi. A conclusione del mese di luglio, così come era stato progettato, anche i più grandi – tutti impegnati ad animare i campi estivi svolti presso il Convento di S. Maria del Gesù – hanno avuto il loro contatto, questo si “ravvicinato” con S. Francesco e la sua Assisi.

Questo viaggio ha reso fin da subito partecipi tutti, in modo particolare, noi giovani  che abbiamo imparato a mettere di lato i cellullari e abbiamo riscoperto la bellezza del dialogo e della conoscenza della preghiera , inoltre,  ci siamo resi utili nelle faccende quotidiane,  svolgendo mansioni come lavare i piatti, sparecchiare e apparecchiare. Ma non solo questo è stato Assisi 2021 … si è trattato essenzialmente di una possibilità di rinascita. Rinascita dal periodo piuttosto grigio che da circa due anni ci ha permesso di fare ben poco.

Insomma i protagonisti di questo viaggio potremmo considerarci noi ragazzi, ma non è cosi, poiché siamo stati solo  spettatori. Attivi si, ma fondamentalmente spettatori affascinati e sedotti. Il protagonista è stato San Francesco, che ci ha accompagnato in questo viaggio alla scoperta della sua storia.

Alla chiesa di San Damiano, abbiamo conosciuto Fra Angelo, che  ha testimoniato il momento della sua chiamata, avvenuta  cinque anni prima quando insieme ad un amico, dopo la morte del padre, di questi, andarono ad Assisi. In visita, nella chiesa di Santa Chiara, Fra Angelo rimase colpito dal crocifisso di San Damiano, che nei giorni successivi, occupava ancora i suoi  pensieri,  cosi decise di  visitare la Porziuncola, dove, da sardo testardo, come piace definirsi lui, disse, che non si sarebbe mosso da li, fin quando non avrebbe avuto una risposta, di ciò che doveva fare nella sua vita e fu cosi, che ad tratto entrò un Frate che gli disse che lì era a casa.

Sono state molte le attività,  svolte intorno ad una parolina “CHI-AMARE”. Il gruppo ha dovuto riflettere su questa parola, che può sembrare una parola come tante, ma che in realtà assume diversi significati agli occhi e al cuore di chi l’accoglie. I ragazzi, stimolati da vari pensieri e sentimenti, hanno scritto ciò che per loro significasse:

“Chiamare è sempre stata una parola a cui non ho mai dato tanta importanza, l’ho sempre usata ma mai “esaminata” ma in questo campeggio l’ho fatto. Essa è formata da due paroline, chi e amare e lì ho capito il vero senso di essa attraverso tutte le testimonianze ricevute e attività fatte con le catechiste. Quando ho ascoltato le testimonianze ho capito che queste persone, in questo caso le suore, sono state chiamate e amate dal Signore. Ho capito il senso di questa parola anche durante il momento del deserto fatto all’eremo che mi ha aiutato a chiamare me stessa e a conoscermi meglio.”

Alessia Cafisi

“Per me chi-amarsi significa sapersi amare, riuscire ad accettare e riconoscere veramente chi siamo.”

Francesco Fioretti

“In questo campeggio la parola “chiamarsi” è stata la parola chiave. Tale parola fa riferimento al dono che abbiamo, ovvero quello di avere un nome ,e con la quale Dio ,i nostri familiari e tutti coloro che ci vogliono bene, possano chiamarci. Dunque, avere un nome è un qualcosa di unico poiché anche se nella terra tutti abbiamo un nome, siamo diversi l’uno dall’altro proprio per l’unicità e la diversità del nostro nome che ci contraddistingue.”

Luca Cataldi

“Ho avuto l’opportunità di partecipare al campo estivo presso Assisi. Abbiamo affrontato molti temi grazie alla parola chi-amarsi. Grazie ad essa sono riuscita a scoprirmi e a poter “presentarmi” a gli altri. Sono molto felice di aver partecipato a questa esperienza e spero di riviverla.”

Mariachiara Matarazzo

Questo viaggio racchiude in sé tante esperienze,  che hanno spronato noi giovani a mettersi alla ricerca di se stessi e di ciò che realmente ci rende felici,  ma ciò che ha colpito particolarmente il nostro gruppo e che ha lasciato un segno indelebile nel cuore e nella mente,  è stato sicuramente il momento del perdono vissuto a Santa Maria degli Angeli il 2 Agosto scorso. “E’ nel perdono che siamo perdonati”, diceva San Francesco d’Assisi. Ed è così: soltanto ricevendo il perdono  saremo liberi. Le vite e le esperienze ascoltate, tutte intrecciate di scoperte e di perdoni, ce l’hanno testimoniato. Ci hanno testimoniato un Amore grande pronto a scommettere su di noi, su ognuno di noi, anche quando non riusciamo ad immaginare la nostra essenza.

di MariaCarmela Poidomani

(In foto: il gruppo sul sagrato di S. Maria degli Angeli – Assisi 2 Agosto 2021)

1 commento

rosariapiazzee36@ gmail .it 8 Agosto 2021 - 10:57

Compliment,i bellissima esperienza veramente che ha arricchito tanto i nostri giovani,,grazie alle catechiste e a don Manlio che l’hanno resa possibile .

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