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HYSPA – Gli occhi

da Redazione
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Capitolo 2

Lo sguardo dei piccoli

Non tutti i giorni sono uguali. Sta qui la bellezza di ogni giorno. Il sole, la luna, le stelle, i paesaggi son tutti diversi. A cambiare non è il giorno ma gli occhi sul giorno! Gli occhi possono fare nuove le cose. Gli occhi sono un po’ come le parole: se sai come usarle, possono tanto. Così gli occhi: se sai come usarli, possono tutto. Bisognerebbe scegliere due occhi davvero importanti e alla sera, prima d’andare a dormire, prendere a leggerli. Come il più bello dei libri. Che potere immenso quello degli occhi. Essi sono il luogo dove si nasconde ancora l’anima. Ne sono lo specchio dicono in tanti. Ne sono il riflesso dicono i pochi, quelli che nell’anima sanno entrarci, quelli che ne sono diventati maestri.

In quel parco gli occhi sembravano servire ben poco. Sono così gli occhi, quando, bagnati dalle lacrime, lasciano trasparire dolore e sofferenza. Chi piange bagna gli occhi ma irriga con le lacrime i deserti dell’anima. Sono provvidenza quelle lacrime, quando, ad un tratto affiorano come sorgenti e lasciano esprimere fuori quanto di represso e sanguinante la vita riserva.

Fu così che, in quel parco, diverso da tutti gli altri parchi, la legge degli occhi funzionò poco. Funziona poco lo sguardo positivo che tutto vorrebbe cancellare e trasformare. Ciò che porti dentro lo conservi con innata custodia. Ciò che porti dentro è la vita che conservi e il futuro che speri.

“Mamma perché piangi?” disse Hyspa alla madre, che d’improvviso si intenerì alle parole della piccola, espresse così bene che sembravano affondare nel cuore della donna che era stata maestra degli occhi e del cuore. Quanta fatica aveva fatto quella donna per anni nell’intento di nascondere la crudezza della vita, quanta fatica a mascherare il sangue dell’anima, l’unico che non conosce cerotti e non accetta tamponi. L’unico che esige solo altro sangue per correre e confluire verso un destino che solo l’amicizia può guarire e sostenere. Sono così le ferite dell’anima: queste conoscono bene la sola cura dell’amicizia del cuore.

“Hyspa cosa vedì?”

“Mamma vedo le lacrime”. Rispose la piccola, che d’improvviso cambiò d’umore e come il sole che cala alla sera, così il suo volto divenne riflesso della sera della vita, quando i ricordi lasciano spazio alla solitudine e diventano ferite profonde che l’unico modo per vederle non resta che quello di buttarvisi dentro.

“Vedi Hyspa, l’uomo è il solo animale che piange e ride, perché è il solo animale che è colpito dalla differenza tra come le cose sono e come dovrebbero essere” esclamò la madre.

“Mamma come dovrebbero essere gli occhi?” replicò Hyspa.

“Non li puoi nascondere piccola mia! La lingua nasconde tante verità, ma gli occhi non riescono. Gli occhi ne sono solo la triste storia”, disse la mamma cercando di strofinarsi le ciglia che erano diventate strade verso quel cuore ormai chiuso da tempo, ma mai sigillato.

“Sei triste mamma?” esclamò la piccola oramai cupa in volto e in cuore, mentre ultimava gli ultimi ondeggi di quella che finora non era stata solo una semplice altalena, ma parabola di una vita che voleva spiccare il volo.

“Hyspa, nella vita siamo tutti tristi quando ricordiamo. Vorremmo cancellare i ricordi. Vorremmo lasciarli fuori dallo zaino che ciascuno di noi porta. Ma a volte non se ne può fare proprio a meno. Questi ci accompagnano come amici fedeli”.

“Quali ricordi?” chiese la piccola.

“Quelli del cuore” disse la madre oramai disposta ad aprire lo scrigno di così tanti eventi passati al piccolo cuore che in quel momento era diventato maturo, tutto orecchio, invertendo anche i ruoli che la vita detta tra genitori e figli. A volte proprio l’orecchio dei bimbi diventa un forziere di infinite confidenze.

“Hyspa i ricordi alle volte battono dentro di noi, come un secondo cuore! E ognuno di noi ha ricordi. Questi sono come le pagine di un libro che solo noi conosciamo a memoria. Chi ti è accanto può leggerne e conoscerne solamente il titolo”.

“Posso indovinare il titolo?” Esclamò la piccola, che era diventata così adulta, tanto di essere capace di rubare un timido sorriso alla mamma. Che potere hanno i bambini! Capaci di farsi ladri di felicità! Anche se per poco sanno offrirti materiale a lunga durata.

Quelle parole magiche dal cuore di bambina ebbero un potere salvifico. Basta poco ai piccoli per intenerirti il cuore. Basta una chiave d’accesso per entrare nei meandri più profondi. Sono così le parole dei bambini: mantengo sempre l’infinita forza di dischiudere misteri inaccessibili. Appena nati, i bambini tengono l’aldilà ancora stretto nelle loro manine rinchiuse. Nacque in quella donna il desiderio di ritornare bambina.

“Paura mamma … paura! È il titolo che vorrei dare al tuo libro”. La donna spiazzata ebbe la sensazione di fare un salto nel vuoto. Quel vuoto che da anni sostava dentro il cuore di donna e madre.

“Hyspa … come hai fatto a scoprirlo?”.

“Mamma … la paura è più sonora di qualunque altro rumore!” Rispose la piccola.

“Sì piccola mia … Hai ragione! E’ la paura che diventa assordante”. E prese per mano Hyspa, la invitò a camminare e pian pianino iniziò a raccontare.

“Vedi piccola mia … Bisogna sempre ringraziare le altalene. Queste sono stupende. Sanno far divertire e sanno far rinascere. Nella vita capita di nascere due volte. La prima volta quando veniamo alla luce, la seconda e volte ancora quando questa luce, che a tratti sembra smarrirsi, la ritroviamo. Ricordo ancora – continuò la donna con le lacrime agli occhi – era una giornata splendente di luce e pure attorno a noi il buio. Stavamo per raggiungere terra, era il 30 Settembre di qualche anno fa. Venisti alla luce proprio in quel tratto di mare. Bisogna saper sempre ringraziare le altalene”. E la donna scoppiò in pianto.

“Perché piangi mamma?” replicò intristita la piccola, ancora ignara della sua triste storia.

“Bisogna saper dire grazie alle altalene. E se in quel momento non mi fossi tuffata in mare, non saremmo qui a raccontare questa storia”.

“Mamma ma in mare ci sono le altalene?”

“No le altalene sono salvezza. Occorre avere sempre il coraggio di volare Hyspa. Il mare è ricco di sogni. Bisogna sempre avere il coraggio di sognare. E il mare concede a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni. E oggi siamo qui a contemplare il nostro sogno”.

“Mamma mi parli dei sogni?” esclamò la piccola.

“Dei sogni se ne parla ad occhi chiusi” rispose la donna dagli occhi ancora inumiditi ma capaci di un occhiolino che donava coraggio e sereni attimi di pace.

CANTIERE EDUCATIVO “VOLERE VOLARE”

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