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Sagra dell’Anguria, quando una piazza diventa comunità

da Redazione
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C’è un modo semplice e autentico per raccontare un territorio: attraverso le sue persone, i suoi sapori e quei piccoli appuntamenti capaci di diventare, nel tempo, parte della vita di una comunità.

È quanto è accaduto lo scorso 8 agosto, nel piazzale antistante la Basilica della SS. Annunziata di Ispica, che si è riempito di famiglie, bambini, giovani e adulti per la Sagra dell’Anguria. Una serata estiva fatta di musica, animazione, spettacolo e degustazioni, ma soprattutto di incontri, sorrisi e voglia di stare insieme.

L’anguria, protagonista della festa, è diventata così il punto di partenza per raccontare qualcosa di più grande: un territorio e la sua tradizione agricola, fatta di prodotti semplici e genuini e di sapori che attraversano le generazioni. Perché anche la tavola, con i suoi profumi e i suoi rituali, è una forma di cultura e di memoria.

Ma la vera ricchezza della serata è stata ancora una volta la comunità. Vedere la piazza animarsi, i bambini giocare, le famiglie ritrovarsi e tante persone fermarsi a condividere una serata è un’immagine bella e significativa. L’estate, infatti, offre occasioni preziose per uscire dai ritmi ordinari, incontrarsi e rinsaldare quei legami che sono il tessuto quotidiano di una comunità.

Dietro la festa c’è stato il lavoro generoso di tanti. Parrocchiani, aderenti all’Arciconfraternita SS. Annunziata e all’Associazione Cattolica Don Bosco hanno messo a disposizione tempo, energie e passione, collaborando alla preparazione e alla riuscita dell’iniziativa. A loro si aggiunge il contributo di quanti hanno sostenuto la serata, dagli sponsor ai diversi collaboratori, fino a chi ha offerto semplicemente una disponibilità o una mano nei tanti compiti necessari.

La Sagra dell’Anguria è stata così molto più di una festa estiva. È stata una piazza vissuta, una Basilica che si è fatta ancora una volta luogo di incontro, un’occasione per sentirsi parte di una storia comune.

E forse è proprio da queste esperienze semplici che una comunità continua a crescere: dal desiderio di ritrovarsi, dalla bellezza dello stare insieme e dalla disponibilità di ciascuno a donare un po’ del proprio tempo agli altri.

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