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Sempre allegri … verso l’alto con Piergiorgio Frassati

da Redazione
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A pochi mesi dalla canonizzazione di Pier Giorgio Frassati, l’Acr conclude il cammino associativo con i campi estivi dedicati quest’anno al santo delle beatitudini, giovane amante della montagna, delle vette, e che ha messo l’amicizia con Gesù al primo posto nella sua vita.

Certamente i bambini più piccoli conoscono molto poco PierGiorgio, vissuto nei primi anni del 1900: il campo allora ha voluto essere occasione per approfondire episodi della sua vita che lo hanno reso noto al mondo intero, fino a farlo diventare un esempio di santità per grandi, giovani e piccoli. Una santità, la sua, declinata in tutte le forme della vita, sociale, politica, caritativa, nelle amicizie.

Il tema dei due giorni del campo dei bambini di quarta elementareè stato proprio l’amicizia: Piergiorgio ne aveva una tutta speciale, quella con Gesù, divenuta una stella polare che ha illuminato la sua breve vita. Perché Pier Giorgio aveva compreso che il segreto per vivere alla grande è proprio avere sempre accanto Gesù nella preghiera, nei sacramenti, nell’ eucarestia quotidiana.

Le giornate sono state scandite da momenti di preghiera, ascolto della Parola, attività, momenti di condivisione, gioco, laboratori: noi educatori li abbiamo pensati come una sorta di scalata, preceduta dalla preparazione, fino al raggiungimento della vetta, per contemplare il volto di Dio nascosto dietro la bellezza mozzafiato del creato, delle vette più alte delle montagne.

Nel primo giorno il gruppo dei nostri piccoli apprendisti scalatori si è preparato alla scalata formando le cordate: era necessario avere gruppi uniti, in sintonia, i cui membri sappiano sostenersi vicendevolmente, come dei veri amici. La compagnia dei Tipi Loschi fondata da Pier Giorgio ci ha aiutato a vedere come il giovane santo viveva la sua amicizia.

Un momento drammatizzato dai nostri giovani animatori, ci ha fatto entrare nel tema della giornata, attraverso la voce in differita di Pier Giorgio arrivata attraverso una radio, in dialogo con i ragazzi. Gli amici erano un punto di riferimento nella sua vita: con loro condivideva la preghiera, le scalate in montagna, l’aiuto in politica, la vita associativa nell’Azione cattolica, si scambiavano sempre delle lettere per mantenersi in contatto. Gesù è il maestro che ci insegna come amare i nostri amici, puntando lo sguardo alle bellezze di cui siamo portatori. L’attività “cuori legati” ha aiutato i bambini a guardarsi negli occhi per vedere caratteristiche, talenti, segni particolari di ognuno e condividerli. L’intento è stato quello di creare un ambiente accogliente in cui poter creare legami anche nuovi e rafforzare quelli già esistenti.

Nel laboratorio creativo “Sulle vette” i bambini hanno costruito un plastico 3d delle montagne: ciascuno le ha realizzate con fantasia, originalità, e creatività. Un momento bello in cui i nostri piccoli scalatori si sono potuti esprimere liberamente e immaginare il proprio paesaggio di montagna condividendo con la propria cordata idee, spunti, aiutandosi vicendevolmente.

Nella prima serata di campo il gruppo si è riunito in un cerchio per ascoltare e cantare insieme l’inno del campo e riflettere insieme sull’importanza di dire grazie, di essere grati per qualcosa che si è ricevuto o vissuto: gesti, parole, attenzioni, momenti, gioie, amici e persone che abbiamo accanto. Ma il momento più originale è stato la “sfilata dei tipi loschi”: le cordate si sono trasformate in compagnie; ogni gruppo ha dato un nome alla compagnia e ai singoli componenti, proprio come aveva fatto Pier Giorgio con i suoi amici. Inoltre, ogni gruppo doveva vestire con abiti e accessori particolari da mostrare nella sfilata. Una gara speciale, colorata di compagnie giudicate da una giuria d’eccezione guidata da don Manlio. L’obiettivo non era vincere, ma divertirsi insieme, scoprire quanto può essere bello fare gruppo per raggiugere un fine comune.

Ha concluso la giornata un momento di preghiera notturno sotto le stelle, in cui don Manlio ci ha aiutato a riflettere sull’importanza di avere degli amici, ma soprattutto di essere dei veri amici, capaci di amare, aiutare, di accogliere e non escludere, di prendersi cura di tutti e non solo di quelli che fanno parte delle nostre cerchie.

“La fatica del cammino e la gioia della vetta: Pier Giorgio e il Creato” è stato il tema della seconda giornata di campo: unite le cordate, preparato l’equipaggio per la scalata, ci siamo preparati ad affrontare i vari momenti del cammino verso la vetta.

La drammatizzazione iniziale e i video testimonianza hanno introdotto le attività: la prima “la scalata della montagna misteriosa”: una serie di prove che ogni cordata doveva superare prima di arrivare in cima; dalla difficoltà di dover camminare con le caviglie legate per scoprire come si fa ad andare avanti rispettando il passo di tutti con pazienza, alla fatica di portare insieme gli zaini pesanti con l’occorrente per i giorni da vivere in montagna, all’unità fondamentale per costruire passaggi e superare ostacoli, fino alla contemplazione del panorama finale: il cielo stellato della notte nel silenzio, per riprendere fiato e guardare più da vicino il volto di Dio attraverso la bellezza del Creato, come lo stesso Pier Giorgio diceva. Giunti alla vetta, abbiamo ricordato che, un po’ come nella vita quotidiana, il cammino non è sempre facile, tra difficoltà nelle relazioni, a scuola, con i genitori; il segreto è sapersi sempre accompagnati da Gesù e dalle persone che ci vogliono bene.

Nel laboratorio creativo “la scalata”, i bambini hanno realizzato un quadro con la tecnica del collage: il giovane Pier Giorgio su per la montagna, immaginando di essere loro gli scalatori. Tanti pezzetti messi insieme con pazienza, proprio come nelle amicizie e nelle difficoltà sperimentiamo che per camminare con gli altri non è sempre facile sintonizzare i passi.

Ma il campo è stato anche tanto altro: non sono mancati i momenti di gioco e divertimento all’aperto animati e preparati dai nostri giovani animatori, che con entusiasmo e amorevolezza hanno camminato insieme a noi educatori e ai piccoli: testimoni di cura e dedizione, pazienza e dono di sé. Hanno condiviso ogni attimo del campo, diventando dei veri angeli custodi. Grazie per i sorrisi che hanno donato insieme ad abbracci e coccole.

Importanti i tempi dei pasti, ci hanno fatto vivere la fraternità sull’esempio di Pier Giorgio. Non possiamo non ringraziare le mamme e le nonne dei nostri piccoli che in questi giorni si sono alternate per preparare i pranzi e le cene, donando il loro tempo e la gioia di essere parte di questa esperienza.

Il campo si è concluso con un momento di condivisione finale e i saluti.

Siamo tornati a casa con un bagaglio più grande: come ogni viaggio, anche questo ci ha reso tutti più ricchi. Abbiamo sperimentato che per camminare insieme in tanti abbiamo bisogno di sostegno, di sentirci supportati, anche sopportati quando sembra di non farcela. Pier Giorgio Frassati ci ha lasciato il suo motto “SEMPRE ALLEGRI”: lui aveva trovato la via per esserlo con tutti, l’amore di Gesù. Un amore talmente grande che non riusciva a contenerlo e per questo lo riversava su quanti incontrava, diventando un esempio.

L’altro motto “VERSO L’ALTO” ci ha lasciato l’invito a non mollare mai, a vivere sempre alla grande, in pienezza, a non spegnare mai il desiderio di guardare Dio per ritrovarlo nel Creato e nell’altro. Lo dedichiamo al nostro don Manlio, custode paterno di ogni nostro cammino, instancabile accompagnatore: non possiamo non ringraziarlo per la sua presenza e dedizione.

Grazie ai nostri piccoli scalatori che si sono messi in gioco in questi giorni e alle loro famiglie, perché insieme diventiamo una famiglia allargata che sperimenta la bellezza della fraternità e il desiderio di camminare verso la vetta della santità.

a cura degli educatori di IV^ Elementare Acr

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