Il simulacro del “Santo della pioggia” o “ San Vicienzu Firrisi” per gli ispicesi, restaurato e riportato in Basilica.
Un intervento voluto dall’Arciconfraternita della SS. Annunziata sotto la guida di don Manlio Savarino e reso possibile dalla generosità delle famiglie Rustico e Vaccaro.
Una serata di fede e di forte emozione quella vissuta a Ispica per il rientro dell’antico simulacro di San Vincenzo Ferreri nella Basilica della SS. Annunziata.
L’opera, un pregiato simulacro ligneo risalente al 1700, è tornata al suo originario splendore dopo un attento e meticoloso intervento di restauro. A portarlo di nuovo tra la gente, per le strade della città, sono stati i portatori dell’Associazione Cattolica Don Bosco, dall’Arciconfraternita, accompagnati dalla banda e da una folla commossa che ha voluto salutare il ritorno del suo Santo.
Con il restauro di San Vincenzo, l’Arciconfraternita della SS. Annunziata insieme alla Comunità tutta completano un importante ciclo di interventi che negli ultimi anni ha visto il recupero di statue, candelieri e di tutto ciò che adorna e custodisce la nostra Basilica nunziatara. Un percorso di tutela e valorizzazione condotto sotto la sapiente e luminosa guida del parroco don Manlio Savarino, che ha saputo unire il rigore storico al profondo senso pastorale.
La figura di San Vincenzo Ferreri, domenicano spagnolo, grande predicatore dell’Apocalisse – tanto da essere definito l’Angelo dell’Apocalisse – è capace da secoli di attrarre folle immense. Ma per Ispica ha un significato ancora più intimo e radicato.
Come si evince dall’archivio storico della Basilica, il simulacro di San Vincenzo veniva portato in solenne processione di penitenza fino alla fine del 1800 per invocare la grazia della pioggia. Nei periodi di lunga siccità, quando la campagna soffriva, tutta la città si affidava a lui. Una devozione che, nonostante il passare dei secoli, non si è mai interrotta e che ancora oggi continua viva nel cuore degli ispicesi.
Un restauro che è anche un atto d’amore. L’intervento è stato interamente finanziato dalle famiglie Rustico e Vaccaro, che hanno voluto così onorare in memoria perenne dei loro cari, Vincenzo Rustico e Vincenzo Vaccaro, fedeli confrati e devoti alla loro e nostra Chiesa. È stato opera del maestro Serafino Bauso di Modica e seguito burocraticamente dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali e dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Noto.
Un gesto generoso che lega indissolubilmente la fede, la memoria familiare e l’appartenenza alla comunità.
Con il ritorno di San Vincenzo, la Basilica della SS. Annunziata ritrova così uno dei suoi santi più amati, pronto a continuare a vegliare, dal suo altare, sulla città e sulle sue campagne.
di Massimo Innorcia
