Home Annunzi & Annunci Il nostro viaggio a Lourdes nel segno di Maria, mamma di fede e di vita

Il nostro viaggio a Lourdes nel segno di Maria, mamma di fede e di vita

da Redazione
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Il volto rassicurante della Madonnina di Lourdes ha sovrastato e disegnato i percorsi dei piedie dell’anima di un gruppo di fedeli della SS Annunziata che nei giorni scorsi, guidati da Don Manlio, abbiamo voluto fare un pellegrinaggio alle pendici dei Pirenei, mossi dal desiderio di attraversare i luoghi di Bernardette e sostare in preghiera dinanzi alla grotta catartica della Vergine vestita di bianco.

Un gruppo numeroso formato soprattutto da mamme e figlie insieme, di ogni età, e da alcune coppie. Insieme abbiamo voluto salutare l’inzio del mese di maggio affidando le nostre vite alla Madre di Dio per ricevere coraggio, sostegno, forza e fede.

Il gruppo in tempi brevissimi si è scoperto famiglia capace di accoglienza autentica, Don Manlio ha accompagnato i passi di tutti e di ognuno con la delicatezza rassicurante e discreta di un padre e maestro di fede.  

Intorno alla grotta abbiamo trovato un paradiso in Terra: verde verdissimo ovunque, giardini curati,  un silenzio emozionante nonostante le centinaia di migliaia di fedeli di tutto il mondo in movimento con le loro storie, le loro sensibilità religiose, i loro fardelli, le loro lingue e le loro speranze. Anche le acque del fiume Gave de Pau che scorre esattamente ai piedi della celebre Grotta delle Apparizioni e lambisce l’intero complesso del Santuario sono intrise di silenzio e diventano, come per incanto, quasi le sentinelle di questo silenzio.

Giornate intense: messe, adorazioni, recite del rosario, fiaccolate, documentari, meditazioni e via crucis. Alla grotta delle apparizioni, in basilica, alla cattedrale, alla casa e al fonte battesimale di Bernardette, sul sagrato. Ogni momento è intenso a Lourdes: in ogni istante una parola del Vangelo, un messaggio azzeccato arriva diretto nel cuore e nella mente di ognuno delle migliaia di persone in preghiera. Così i giorni a Lourdes diventano  un continuo, profondissimo e intenso dialogo con Dio Padre e con la Vergine per rintracciare significati, prospettive e senso, il Senso.

Tra un rito di purificazione, una via crucis in ascesa sulla montagna, l’accensione di un cero o una sosta alla Grotta o alla fonte dell’acqua santa mille volti dinanzi al nostro, mille sorrisi accanto a noi e tra questi anche quelli di chi provava a vincere il dolore e la sofferenza fisica accanto alla mano tesa del volontario che lo accompagnava spingendo avanti la carrozza su cui sedeva.

Sempre su di noi la pioggia fitta sottile che scalzava il sole dal verde della vegetazione e dall’azzurro del cielo. Una pioggia però che non dà fastidio, una pioggia mai prepotente e che subito svanisce anche sugli abiti. Una pioggia che non bagna, che non invade. Che lava via, che rigenera.

Al calare del sole in una suggestione di colori e di emozioni, ogni giorno,  si fermava, come per incanto, la pioggia  per permettere la fiaccolata sul sagrato della cattedrale: decine di migliaia di persone abbracciano e ostentano con fiducia e tenerezza la propria fiaccola accesa per vincere il buio della sera, della propria vita e ogni buio del mondo. Nella cornice di un silenzio irreale tutti pregano con ritmo disteso e armonico lo stesso Dio Padre e la stessa Madre; tutti recitano la stessa preghiera in lingue diverse, in tantissime lingue diverse. Mentre la commozione si fa strada sui volti di tutti, insieme a qualche lacrima, le fiaccole ordinate e danzanti disegnano la grande M, iniziale di Maria: tutti e ognuno sono pronti a scommettersi di nuovo sulla speranza, ancorati alla bellezza della propria umanità.

Oltre ogni buio personale e collettivo.

Grazie a tutti per questa esperienza insieme, grazie Don Manlio per esserci stato a fianco e grazie Giorgio Spatola per aver organizzato.

di Giuseppina Franzò

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