Si sono conclusi con grande entusiasmo gli attesissimi campeggi estivi dell’ACR 2026, ospitati nella calorosa cornice del Convento dei Frati, a cui va il nostro più sentito ringraziamento per l’accoglienza e la disponibilità.
Quello del campo scuola è un appuntamento ormai radicato nel cuore della nostra comunità della SS. Basilica dell’Annunziata, che affonda le sue radici nell’intuizione profetica di Don Manlio, nel periodo del Covid, periodo storico complesso. Per contrastare il rischio dell’isolamento estivo dei più giovani, i campi continuano a dimostrare quanto la vita comunitaria sia un ingrediente insostituibile per la crescita emotiva e umana di bambini e ragazzi.
“Verso l’alto”: guardare il mondo da una nuova prospettiva
Quest’anno l’esperienza è stata illuminata dalla figura di Pier Giorgio Frassati. Il suo celebre motto “Verso l’alto” ha rappresentato il perfetto coronamento del percorso a tema spaziale affrontato dai ragazzi durante gli incontri dell’anno.
L’esplorazione dello spazio richiama subito alla mente le parole di Neil Armstrong sulla Luna: “Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”. Guardare la realtà da una prospettiva diversa e più alta permette di comprendere che ogni piccolo sforzo personale, ogni piccolo passo compiuto insieme, può trasformarsi in un grande balzo nella maturazione interiore.
Il valore delle relazioni autentiche
Nelle tre giornate di campo, scandite da momenti di preghiera, attività ludiche e laboratori creativi, momenti di confronto con realtà sociali umanitarie, i ragazzi si sono messi in gioco sul tema centrale dell’esperienza: il valore delle relazioni. In un’era dominata dai social e dalle interazioni virtuali, c’è un forte bisogno di riscoprire la bellezza del contatto visivo, dell’empatia e del dialogo sincero. Guardarsi negli occhi e ascoltarsi davvero ha permesso ai ragazzi di superare le distanze, abbattere le timidezze e conoscere in profondità chi avevano di fronte.
La sfida della manualità: un ago e un filo per imparare a collaborare
Una delle sorprese più grandi è arrivata dalle attività manuali. Proporre a ragazzi abituati agli schermi touch di mettersi alla prova con ago e filo è stata una vera e propria sfida, accolta però con inaspettata curiosità ed entusiasmo.
Nessuno si è scoraggiato: pur non avendo mai preso in mano un rocchetto di filo, i ragazzi si sono messi in gioco, avvicinandosi con umiltà a catechiste ed animatori per chiedere aiuto e consigli. Un piccolo gesto di pazienza quotidiana che ha trasformato un laboratorio pratico in una preziosa lezione di collaborazione.
I semi per il futuro
Le esperienze condivise alimentano la memoria, e la memoria costruisce l’identità e il carattere degli adulti di domani. Il seme di condivisione e fede gettato durante questo campo rimarrà custode del loro bagaglio personale, pronto a portare frutto quando dovranno compiere le scelte importanti della loro vita.
Rileggendo le testimonianze scritte dai ragazzi a fine campo, ciò che colpisce di più non è la semplice descrizione delle giornate, ma la profonda maturità delle loro riflessioni. In poche frasi emerge tutto il valore di ciò che hanno custodito nel cuore: la gioia dell’amicizia vera, la riscoperta degli altri e la consapevolezza che, insieme, si può davvero puntare sempre “Verso l’alto”.
Nel leggere le loro testimonianze non servono altre parole per descrivere l’esperienza del Campus. Lasciano immaginare tutto ciò che è stato, ciò che è rimasto in loro per viverlo insieme.
“Pier Giorgio aveva la mia età quando saliva sulle montagne, quando giocava a calcio con i suoi amici, quando poi la sera andava a trovare i poveri. Non era un santo “da vetrina”. Era uno che si sporcava le scarpe, che rideva forte, che faceva fatica a svegliarsi la mattina ma non saltava mai la Messa. Uno normale. Quella notte in tenda mi è sembrato di averlo vicino. Perché anche lui amava le cose semplici: un prato, gli amici, il vento. Diceva che “vivere senza aver avuto il coraggio di affrontare l’ignoto non vale la pena”. E dormire tutti insieme sul campo da calcio, con il rumore dei grilli e un po’ di paura del temporale, era proprio affrontare l’ignoto. Lì ho capito perché ci avevano proposto di portare Pier Giorgio Frassati come amico del campo”. (Diletta Rustico, 2 Media)
“L’esperienza di quest’anno al campo estivo è stata un’esperienza come tutti gli altri anni divertente coinvolgente piena anche di colpi di scena. Andare al campeggio estivo è sempre un’occasione per potersi relazionare con gli altri per poter conoscere le persone e anche per staccarsi un po’ dagli apparecchi elettronici e passare del tempo nella realtà diciamo così: È un’esperienza che a me ha sempre fatto piacere fare se potessi la rifarei però a Gesu perché ormai Gesu è la mia meta preferita sin da quando ero piccola ed è il mio primo campeggio. L’attività che mi è piaciuta di più è stata quella della caccia al tesoro di notte perché la trovo un’attività molto stimolante e anche che ti fa a insomma svegliare perché essendo molto tardi ti fa svegliare ti fa anche divertire. L’attività che mi è piaciuta di più è stata quella della caccia al tesoro di notte perché la trovo un’attività molto stimolante e anche che ti fa a insomma svegliare perché essendo molto tardi ti fa svegliare ti fa anche divertire. Queste sono uniche…” (Beatrice Fronte, 2 Media)
“Dall’11 al 13 luglio ci siamo ritrovati come gruppo della S.S. Annunziata per il nostro campo estivo. Il tema di quest’anno era Pier Giorgio Frassati. Per 3 giorni abbiamo giocato, pregato e condiviso partendo dalla sua vita: un ragazzo come noi, che amava Dio, gli amici e aiutare chi aveva bisogno. In questi giorni abbiamo fatto molte attività sia divertenti ma anche di riflessione che ci hanno fatto capire l’importanza di aiutare il prossimo e dell’amicizia. Abbiamo rafforzato la nostra amicizia e conosciuto i ragazzi di prima media con cui abbiamo condiviso quest’esperienza. Sono stati 3 giorni intensi e divertenti grazie alle nostre catechiste, ai nostri animatori ma soprattutto a Don Manlio che si impegna sempre per noi. E un ringraziamento ai frati che ogni anno ci ospitano”. (Aurora Peligra, 2 Media)
“È stata una bella esperienza, per me è stato il mio primo campus estivo e lo consiglio a tutti i ragazzi perché ho capito quanto è importante il valore dell’amicizia, della condivisione, dello stare insieme. Ho passato 3 giorni belli pieni di gioia, felicità e risate. Soprattutto l’ultima notte quando abbiamo dormito fuori, tutti insieme. Grazie per avermi permesso di vivere questa esperienza”. (Viola Medici, 1 Media)
“Il campo estivo ACR quest’ anno ha parlato di Pier Giorgio Frassati, è stata una bellissima esperienza. Mi ha colpito il suo modo di vivere con gioia, aiutando sempre gli altri e dando valore all’amicizia. I momenti più belli sono stati le attività, i giochi e la notte in cui abbiamo dormito fuori con i sacchi a pelo e le tende nel campo da calcio. Mi è piaciuta molto anche la testimonianza sull’amicizia degli ospiti che sono venuti il secondo giorno di campo. La loro testimonianza mi ha fatto riflettere su quanto sia importante esserci gli uni per gli altri. Da questo campo ho imparato ad essere più disponibile, gentile di quanto lo ero, e a vivere ogni giorno/momento della vita con più entusiasmo. Da quando sono tornata a casa ho cercato di mettere in pratica questi insegnamenti, soprattutto con la mia famiglia e le mie amiche”. (Francesca Provvidenza, 1 Media)
“Il 10 luglio sono andata a fare il mio primo campeggio a Gesu con i ragazzi della parrocchia dell’Annunziata. Mi sono svegliata alle 7.30, il tempo di era bello, una calda giornata d’estate. I miei genitori mi hanno accompagnato e da lì è iniziata questa avventura. Abbiamo fatto un sacco di cose come il cartellone dell’amicizia, abbiamo costruito il pianeta usando la creatività, ma l’attività più divertente è stato il secondo giorno quando ci hanno fatto immergere le braccia in una vernice e ci hanno fatto dipingere le magliette con le nostre impronte. Il momento più speciale è avvenuto la seconda notte quando ci hanno fatto dormire all’aperto con le tende e il sacco a pelo. La cosa più emozionante è stato guardare le stelle insieme ai miei amici finché non ci siamo addormentati. In quel giorno mi sentivo felice perché ero insieme ai miei amici più speciali. Il campeggio si è concluso la domenica dopo pranzo, sono tornata stanca ma felice. La sera ho cenato in compagnia di una mia amica e poi sono andata a dormire con una bella esperienza. Considero questa esperienza perfetta perché sono tornata a casa con una valigia piena di emozioni, ricca di esperienze per le persone incontrate e le storie ascoltate. (Sophie, 1 media)
“La Parrocchia della S.S Annunziata, come ogni anno, organizza il campeggio presso il convento dei Frati minori di Ispica. Ogni anno è sempre una bella esperienza, ma quest’anno lo è stata ancora di più, perché abbiamo fatto questa esperienza conoscendo e scoprendo pian piano la vita di Pier Giorgio Frascati. Appena arrivati ho scoperto con grande gioia che insieme a noi a vivere questa esperienza ci sarebbero state anche le seconde medie. Il primo giorno ci siamo subito diretti nel salone, seduti a cerchio, abbiamo visto un video su Pier Giorgio, lo abbiamo conosciuto meglio e compreso le sue emozioni e le sue paure, in una famiglia che non credeva in Dio. Pier Giorgio è diventato santo mettendo in pratica le sette beatitudini. Per lui scalare la montagna, significava mettere al primo posto Dio, e aiutare chiunque fosse malato o povero; solo così si poteva raggiungere la vetta e sentirsi più vicino a Dio. Per ricordarlo poi, abbiamo acceso tutti delle candele e letto il vangelo. Nel campeggio non ci sono stati solo momenti di preghiera, la mattina pregavamo, ma il pomeriggio dopo delle attività religiose avevamo il tempo di giocare. Le ragazze giocavano a pallavolo e i ragazzi a calcio, dopo ci preparavamo per la cena. La sera inoltre abbiamo fatto la veglia, ricordando Pier Giorgio e pregando per le famiglie più bisognose. Il tema del 2°giorno è stato “L’AMICIZIA”, nel pomeriggio sono venuti a trovarci degli ospiti per darci testimonianza della loro amicizia. Questi due ragazzi africani avevano lasciato la loro famiglia per venire a lavorare in Italia. In Africa, prima dei 18 anni danno dei soldi solo per le proprie necessità, dopo i 18 anni devono cercare lavoro perché non ricevono più soldi. Questi due ragazzi si sono incontrati in Italia e hanno condiviso quel poco che avevano e da lì è nata la loro vera e forte amicizia, da un gesto bello e altruistico. L’ultima sera abbiamo dormito fuori sotto le stelle, alcuni nelle tende e alcuni nel sacco a pelo. Io ero nel sacco a pelo, è stato entusiasmante ammirare il cielo di notte e fare questa esperienza indimenticabile a contatto con la natura. Un grazie di cuore a Don Manlio, a Marisa, Concetta e Sebastiano. (Rebecca Luca, 1 Media)
E come sosteneva Pier Giorgio Frassati, “Ogni giorno dovrei ringraziare Dio perché mi ha dato amici così buoni ed amiche che formano per me una guida preziosa…”
Noi tutti ringraziamo altrettanto il buon Dio per averci regalato il dono prezioso della reciproca empatia che si instaura tra educatori e discenti.
a cura di Concetta Lorefice e le Educatrici di 1^ e 2^ Media ACR
