Il tempo forte dell’Avvento che ci apprestiamo a vivere, ci proietta in un’atmosfera tutta particolare, intensa, familiare, anche intima, che invita a rallentare per godere fino in fondo il mistero dell’attesa del Dio che si fa Bambino per assumere la nostra misura umana. Un periodo, questo, che ci ricorda l’importanza della bellezza da ritrovare nell’essenzialità di una umile grotta che diventa il centro del mondo, meta di uomini, donne e bambini semplici, ma anche di saggi, dotti, che comprendono che c’è qualcos’altro o qualcun altro che oltre le certezze scientifiche dà senso e orientamento alla vita.
A volte però, sembriamo smarriti dentro il vortice e il turbine della vita frenetica che anestetizza rendendoci incapaci di guardarci dentro. Come e dove trovare la direzione?
Hey Houston, abbiamo la stella! è il titolo del percorso che noi educatori insieme a don Manlio abbiamo pensato e preparato per accompagnare i nostri bambini e ragazzi ACR e le loro famiglie nel Tempo Liturgico dell’Avvento e della catechesi, per ricordare, appunto, che è sempre possibile ritrovare la direzione giusta. Sarà un tempo di ricerca, un tempo per alzare lo sguardo e gettarlo, come i Magi, tra le stelle. Un tempo che punta sulla e ha come obiettivo la luce: Gesù luce del mondo viene a illuminare le nostre comunità, famiglie, relazioni, perché anche noi possiamo diventare luce.
Quando siamo nel buio, c’è sempre la luce che illumina lo spazio, orienta la vita, accompagna e dà speranza. Hey Houston, abbiamo la stella! è la chiamata che ci dice che sta per avvenire qualcosa di straordinario. Occorre allora stare attenti, vegliare, cercare, non avere paura, lasciarsi guidare dalla Parola che aiuta ad aprire mente e cuore per leggere il nostro tempo, aprirsi all’altro e alla novità.
Un fondo spaziale vuoto che rappresenta lo spazio percorso durante il viaggio d’Avvento e una navicella spaziale, simbolo del tema della proposta Acr di quest’anno. Destinazione di questo viaggio è la grotta di Betlemme. Questo spazio vuoto si riempirà grazie ai corpi celesti che i ragazzi incontreranno durante il tragitto: la stella che guiderà tutto il viaggio; le costellazioni, che ci ricordano che non siamo soli nello spazio e soprattutto che insieme possiamo fare più luce e accrescere l’amore da donare all’altro. I pianeti, che per mostrare i loro colori hanno bisogno di riflettere la luce del sole: così anche noi attraverso la luce di Gesù possiamo andare oltre le apparenze, riflettere su quali luci riceviamo nella vita e come annunciamo la luce di Gesù che viene. Infine, la coda della cometa, la cui luminosità indica che la meta è vicina, simbolo della fiducia in Dio.
Le parole che vengono dai Vangeli delle domeniche attaccate ai lati della navicella spaziale scandiscono il tempo del viaggio per saper affrontare, come degli astronauti professionisti, ogni imprevisto o momento difficile, per arrivare fortificati e gioiosi al termine della missione. Meditazioni, parole chiave, segni, preghiere che coinvolgeranno i ragazzi nelle varie fasce d’età, a partire di piccolissimi, insieme alle loro famiglie nell’animazione delle celebrazioni, perché ognuno possa sentirsi un astronauta mosso da entusiasmo, curiosità, voglia di scoperte nuove, domande e desiderio di alzare lo sguardo al cielo per riscoprirne la bellezza sempre nuova.
“Il bambino chiede come mai ci sono le stelle, l’adolescente chiede come ci si arriva, perché la speranza è desiderio;desiderio, infatti, viene dal latino de e sidera, sentire la mancanza delle stelle e la sua mancanza è un disastro (dis-astro, assenza di stelle)”. Alessandro D’avenia
Questo è l’augurio che rivolgiamo ai nostri ragazzi perché non si stanchino si guardare le stelle, di cercare LA STELLA e farsi illuminare dalla luce di Gesù.
Hey Houston, abbiamo una gioia da condividere! Pronti al decollo? Il viaggio ha inizio!
di Carmeluccia Lorefice e gli Educatori ACR
