Impastati con l’amore di Dio, cresciuti con sacerdoti, educatori, catechisti e comunità parrocchiale che ne hanno tessuto le fila in un’unica trama di bene, resistente al tempo. Oggi, come allora, quel bene che forma, unisce e rinsalda ci fa sentire sempre a casa. Ritrovarsi è stato come non essersi mai lasciati (Carmela).
Eravate bambine con l’abito bianco (riferito alle ragazze), oggi siamo storie intrecciate dal tempo…ma con lo stesso sorriso di allora. Dopo anni ritrovarci è stato un dono di emozioni che solo le vere radici sanno regalare. Le radici ( per noi) nunziatare! (Francesco).
Ritrovarsi è far rivivere il nostro desiderio di essere sempre parte di una comunità, che ci ha dato tanto e di cui ci sentiamo ancora fortemente figli (Giuseppina).
Questi e altri commenti definiscono una serata di Amicizia e Comunione ritrovandosi (Salvuccio), perché dopo circa quarant’anni la serata in pizzeria del 21 novembre u.s.., fortemente voluta dagli acierrini e dai giovani degli anni ’80, è stata un “Ritrovarsi” (come ha precisato Tonino).
Grazie a ciascuno per la serata, ci siamo ritrovati, ma in fondo mai persi perché la comunità ha intrecciato legami e relazioni che ci tengono uniti da quando ci ha fatto incontrare. Grazie agli educatori/catechisti da cui abbiamo appreso la bellezza di essere accompagnati, cresciuti, formati all’amore di Dio: tanta gratitudine che, oggi soprattutto ritrovandomi al loro posto, ho modo di custodire e amare come un tesoro. Bellissimo pensare di essere strumento dell’amore di Dio per tanti bambini e ragazzi che incontriamo. Grazie don Manlio, per le sue parole e la sua presenza paterna. E grazie a voi tutti compagni e amici di tanti momenti che restano nel cuore” ha aggiunto ancora Carmela.
Il collage dei commenti – tanti – condivisi a caldo e anche nei giorni a seguire, solo alcuni qui riportati per motivi di spazio, fanno assaporare un clima di famiglia, di fraternità, di Chiesa.
Esortazioni a non facciamo passare altri anni! (Donato) e specificare che non c’è distanza che possa cancellare momenti di felice condivisione… che i forti legami rimangono e sfidano il tempo…perché hanno una sola casa: il cuore e un solo nome. Don Paolo, fortemente presente tra noi quella sera (Silvia) sono espressioni di gioia, di gratitudine, sono fotogrammi di una Chiesa Bella e Madre che ci accompagna senza interruzioni. Ieri Padre Ferlisi oggi Padre Manlio. Tutto questo ci fa famiglia sempre, facendoci sperimentare l’alternanza delle stagioni, “partenze” (pensiamo ai tanti che sono volati in cielo) e “arrivi” (e qui comprendiamo i mariti, le mogli, i nuovi). Con tutto quello che questo comporta.
Ci fa sperimentare soddisfazioni e tristezze, colori e grigiori…. l’amore è più forte e resta.
Probabilmente non abbiamo costruito sulla sabbia, seguendo le indicazioni di chi si è fatto trasparenza del Pastore per noi – nonostante le nostre fragilità umane; umilmente e docilmente, come parrocchia di una piccola Diocesi di Italia, abbiamo scritto pagine di storia della Chiesa: ripetendo, cantando bans e ritornelli, partecipando a incontri (parrocchiali, vicariali e diocesani), di formazione e ricreativi, frequentando liturgie e prove di canto per la S. Messa, ci siamo allenati nell’ esperienza di fede di singoli e di comunità, per realizzare progetti di santità.
Oggi apprezziamo le nostre radici, rendiamo grazie a Dio per il nostro processo di crescita, ma continuiamo ad aprire le nostre ali per volare ancora più in alto: ce lo chiede la storia, lo esige la nostra fede, certi che la comunità è nostra casa e nostra famiglia, e il suo accompagnamento non manca: dopo 40 anni ce lo siamo testimoniato.
Forti della nostra relazione con Dio e tra noi, continuiamo a scrivere belle pagine della storia della Chiesa dentro la parrocchia ma anche dentro la nostra città!
Gli acierrini e i giovani degli anni ’80
Sintesi di Chiara Stornello
