Home Annunziando Santità, che trasgressione! Diventare santi con Piergiorgio Frassati

Santità, che trasgressione! Diventare santi con Piergiorgio Frassati

da Redazione
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Come Azione Cattolica parrocchiale abbiamo pensato di organizzare un incontro per conoscere la figura di San Piergiorgio Frassati canonizzato il 7 Settembre di quest’anno da Papa Leone XIV.
Per la presentazione della figura di San Piergiorgio Frassati è stato invitato Don Andrea Manzone Docente di Teologia dogmatica presso l’Istituto Teologico Abruzzese- Molisano Pianum di Chieti.
Come premessa alla figura di Frassati è stato chiarito il concetto di santità. La santità non è una realtà che appartiene solo ai Santi che non ci sono più, ma è una realtà che appartiene a ciascuno di noi. Il Santo e colui che sceglie di vivere la vita con radicalità senza mezze misure. Il Santo è una creatura realizzata, che vive la sua vita in profondità evangelica. Il Santo è Colui che sprizza di vita nuova, ci dice che il Cristianesimo è possibile ancora adesso. Piergiorgio Frassati è stato una persona radicale nel suo vivere, ha incarnato il Vangelo in pienezza di vita.
Dopo questa premessa entriamo ora nella conoscenza di Piergiorgio Frassati.
Nasce a Torino il 6/4/1901 in una famiglia ricca. Dire Frassati a quel tempo significava dire famiglia agiata benestante.
Il papà infatti era Direttore del giornale ” la Stampa”. La mamma pittrice e di grande cultura. Una famiglia ricchissima ma fredda. Educazione nazista e sentimenti zero. Piergiorgio non sente affetto in famiglia, non si dialoga, l’unica persona con cui instaurare un rapporto è la sorella, Piergiorgio non era affatto considerato. Piergiorgio non era un bambino prodigio, a un certo punto a scuola viene bocciato e mandato in un’altra scuola.
Qui per Piergiorgio ha inizio un cammino di fede. A 13 anni il suo confessore Padre Lombardi gli chiede perché non fa la comunione tutti i giorni, Piergiorgio risponde: la mamma non vuole. Per la mamma la fede e una cosa privata, personale, queste cose devozionistiche non servono a niente…la comunione sì ma non troppo, no meglio no. Padre Lombardi interviene presso la mamma e Piergiorgio riesce a fare la comunione tutti i giorni.
La fede di Piergiorgio mette in discussione la fede della famiglia. Suo padre a suo tempo era un grande liberale, tendenzialmente agnostico, di quello che partecipa a Messa a Natale e Pasqua dichiarandosi cristiano. Piergiorgio soffre molto in famiglia. A pranzo non si parla, il padre maltratta la mamma e sono in procinto di separarsi. Questo è il contesto dove vive Piergiorgio. Lui è un ragazzo vivace, lo stare insieme con i suoi compagni lo fa stare bene. Scopre la bellezza e l’entusiasmo dello stare insieme, sentire l’odore dell’altro lo fa stare bene, allora scopre l’associazionismo e scopre che questa è la sua vocazione, la sua missione. Più tardi si scrive alle conferenze di San Vincenzo, va a visitare i poveri, quelli usciti dalla grande guerra, i poveri emarginati puzzolenti. Piergiorgio in questi poveri scopre e incontra il volto di Gesù.
Questa è la prima eredità che ci lascia Frassati, lo sguardo contemplativo della realtà. Ci dice che i poveri sono amati da Gesù perché a immagine e somiglianze di Dio…. perciò ogni disagio, ogni puzza non è niente. Questa Carità si fa scelta di vita. La sua vocazione e missione è la scelta dei poveri. Altri poveri della Torino di allora erano i minatori, Piergiorgio infatti si scrive al Politecnico in ingegneria meccanica con specializzazione in mineraria per avere la possibilità di incontrare i minatori e migliorare la loro sorte. Piergiorgio la sua vita la gioca tutta.
Si scrive ai giovani di AC, diventa un uomo di formazione. Fa suo e lo vive fino in fondo il motto dell’AC.” Preghiera, Azione, Sacrificio“. Capisce che senza la preghiera non si va da nessuna parte. La preghiera è l’anima di ogni apostolato. L’Azione è una realtà concreta. Qualsiasi cosa si presenta da fare lui è sempre presente. Il Sacrificio; Piergiorgio ha una grande passione ” la montagna”. Per Piergiorgio la montagna diventa una esperienza mistica. Piergiorgio ebbe una vita breve, muore improvvisamente il 4 luglio 1925 a soli 24 anni da una poliomielite fulminante contratta probabilmente durante l’assistenza ai malati. Al suo funerale i poveri e quanti hanno conosciuto Piergiorgio gli fanno corona.
Il papà nel vedere così tanta gente al funerale del figlio esclama:”Io non conoscevo mio figlio”. Piergiorgio a noi di AC ha tanto di insegnarci.
La Santità nella vita quotidiana può essere vissuta da tutti.
Allora ci auguriamo un buon cammino di Santità.

di Pina Fronte

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