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Buon cammino nel Signore Gesù Padre Deo

da Redazione
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Vogliamo ancora dedicare nel nostro Annunziando alcuni dei pensieri di gratitudine e ringraziamento espressi al caro Padre Deo nella S. Messa di saluto celebrata lo scorso 5 Luglio nella Basilica della SS. Annunziata. Di seguito l’intervento di Daniele Lorefice a nome della Comunità di S. Antonio Abate.

Ispica 5 Luglio 2022

Caro Padre Deo,
in questa serata di festa e di gioia, ci troviamo riuniti attorno alla mensa eucaristica per ringraziare il Signore del dono della tua presenza in mezzo a noi. E siamo ben consapevoli che se un dono ha origine da matrice umana, esso può andare incontro a esiti differenti, compreso il rifiuto e l’indifferenza; ma quando un dono viene dal Cielo, esso è chàris, è grazia, favore, benevolenza, amore preveniente, gratuitamente riversato da Dio nella vita di ciascuno.

Così la comunità parrocchiale di S. Antonio Abate e l’Arciconfraternita leggono il tuo ministero ad Ispica, ed in particolare nella nostra comunità ecclesiale: un atto di grazia con cui il Signore ha voluto mostrare ancora una volta il Suo amore gratuito, libero, incondizionato, fedele.

E da questo amore non poteva non sorgere un legame che è stato fin dal primo momento profondo e particolare. La nostra amata parrocchia gemella S. Carlo Lwanga di Butembo, dove tu sei stato battezzato, ha posto già le basi per una affezione speciale. In S. Antonio hai celebrato i sacramenti del battesimo e del matrimonio per la prima volta nella tua esperienza italiana, e hai sempre accompagnato con sguardo amorevole e vicinanza fattiva i momenti e le attività che stanno a fondamento identitario della comunità.

Nel profondo rispetto per la realtà in cui ti sei inserito e per le persone che ne fanno parte, non hai mai mancato di adempiere all’importante funzione educativa che un pastore, con docile saldezza, deve ricoprire. Ci hai educato a dar valore alla bellezza dei nostri luoghi, alle comodità e ai privilegi che costantemente abbiamo attorno, ma che puntualmente diamo per scontato. Ci hai rieducato a vivere la celebrazione eucaristica con spirito gioioso e partecipativo, senza mai al contempo far scadere la sua profonda matrice spirituale in facili sentimentalismi e banalizzazioni a cui sovente assistiamo. Ci hai educato al silenzio meditativo, che mai hai risparmiato o frettolosamente evitato nei momenti fondanti della celebrazione eucaristica, nel sacramento della riconciliazione e nei momenti di preghiera ed adorazione.

Ci hai formato alla scuola del sorriso: non quello di una falsa ed obbligata contentezza cristiana, ma un sorriso espressione di ciò che, con le parole di Francesco d’Assisi, potremmo definire la perfetta letizia. Nei momenti più complessi e difficili della vita individuale e comunitaria, infatti, hai saputo sempre infondere quella totale fiducia in Dio che è propria di chi ha vissuto il completo affidamento a Lui, incarnando così le parole del profeta Geremia: Egli è come un albero piantato lungo l’acqua, […] non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell’anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti (Ger 17,7-8).

Una grande distanza geografica separa i nostri luoghi di nascita, ma una profonda vicinanza, fondata sulla fede, lega fortemente i nostri cuori dopo questi sette anni di cammino insieme. È statacertamente motivo di riflessione per noi la tua ferma volontà di tornare in Africa, evitando, così come tu stesso hai affermato, un adagiarsi nella zona di comfort che indubbiamente le nostre comunità hanno facilità a creare. Ma poco dopo, sono riaffiorate alla mente le parole del nostro Patrono Antonio il Grande, che così affermava: Giorno verrà in cui i monaci si ergeranno fabbriche magnifiche in città, ameranno il viver delicato, né dai mondani li distinguerà se non l’abito. Pure nel guasto generale, qualcuno conserverà sempre lo spirito del suo stato; e la corona di questi fia più gloriosa, perché non avranno ceduto alla moltitudine degli scandali (Rosweido, Vit. Patr. I. 5, c. 8). Tu, Padre Deo, hai mantenuto saldo lo spirito che ha mosso la tua missione qui in Sicilia, senza mai cedere alla mondanità. Per questo siamo felici che da adesso continuerai a coltivare e far germogliare sempre piùil seme della fede e della testimonianza evangelica nella tua amata terra d’origine, nostra sorella d’adozione, certi che i frutti saranno rigogliosi, e che daranno, come nella parabola del seminatore, il cento, il sessanta, il trenta per uno (Mt 13, 8).

Buon cammino nel Signore Gesù, amato Padre Deo!

di Daniele Lorefice

In foto: Triduo Pasquale a S. Antonio Abate

1 commento

rosariapiazfz36m 10 Luglio 2022 - 12:52

Bravissimo Daniele commento affettuoso e delicato

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