Home Annunziando Comunione, partecipazione, missione. Il Sinodo visto dai giovani 2

Comunione, partecipazione, missione. Il Sinodo visto dai giovani 2

da Redazione
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Riprendiamo la pubblicazione del percorso del “Sinodo visto dai giovani”.

Al punto tre, riguardante la condivisione di idee e opinioni all’interno della comunità e la promozione di una comunicazione onesta e responsabile nella Chiesa e nella società, i ragazzi hanno risposto che gli educatori sono le persone con le quali si sentono liberi di farlo. Il Parroco è certamente un punto di riferimento per tutti i ragazzi. Tutti condividono il fatto di sentirsi a proprio agio con lui, che si sentono ascoltati, rassicurati, indirizzati verso il bene. Ne apprezzano tanto la disponibilità e la prontezza. Se hanno qualche problema, non esitano a rivolgersi a lui, certi della sua presenza. Con lui si sentono accolti e amano la sua capacità di mettere tutti a proprio agio.

Una comunicazione onesta e responsabile nella Chiesa e nella società può essere promossa prima di tutto cercando di essere onesti con se stessi, avere una piena consapevolezza di quello che siamo, senza influenza alcuna: al riguardo, è stato più volte detto dai ragazzi che oggi i social impongono delle false identità, degli stereotipi che spingono a essere tutti uguali o omologati alle mode. Bisogna, quindi, avere la determinazione di essere se stessi, di dire come stanno le cose effettivamente, senza girarci intorno. Ciò costituisce la premessa per la formazione e la crescita all’ascolto, che è la prima e importante forma di comunicazione: possiamo comunicare solo se riusciamo a predisporci all’ascolto dell’altro. È una questione di reciprocità, saper dare una parte di noi stessi a chi si apre con noi.

Ricco di spunti e di riflessioni è stato il punto dedicato alle celebrazioni e alle liturgie. La messa domenicale è per la maggior parte dei ragazzi l’appuntamento liturgico più importante. Se per alcuni la messa è parte importante e fondante per la vita, momento centrale per coltivare il rapporto personale con Dio e sentirsi in pace con se stessi, altri invece non partecipano regolarmente e assiduamente. Questo ha portato a soffermarsi per riflettere su cosa impedisca il sentire la partecipazione a messa come un momento necessario da non perdere. Il riposo dopo una settimana impegnativa dal punto di vista scolastico o gli impegni di famiglia sono alcune delle motivazioni apportate. Ma di base è stato detto che per un cristiano non può e non deve mancare almeno la messa domenicale, che deve essere sentita, vissuta e il cui insegnamento tratto dal Vangelo, portato fuori per vivere la vita con un’altra spinta, quella che viene da Cristo. I ragazzi allora hanno ammesso di essere in cammino e mostrato la volontà di crescere e maturare nella fede. Le liturgie troppo elaborate sono spesso viste come fini a se stesse, solo apparenza e il cui significato poco riesce ad arrivare, soprattutto se praticate da persone che non camminano assiduamente nella comunità. È fondamentale che le liturgie, soprattutto quelle legate a momenti o ricorrenze dall’anno liturgico particolari, abbiano una continuità nelle persone che se ne occupano.

La presenza di segni particolari è apprezzata e contribuisce a trasmettere meglio il messaggio evangelico. Delle celebrazioni eucaristiche i ragazzi lamentano che a volte l’inserimento di un numero elevato di preghiere dei fedeli possa distrarre, soprattutto quando queste sono lunghe o hanno un linguaggio troppo elaborato o un contenuto distante dal vissuto. I ragazzi chiedono un maggiore coinvolgimento nelle letture della Parola, lamentando che a leggere ci siano quasi sempre le stesse persone. Anche un’omelia più coinvolgente e partecipata avrebbe un impatto maggiore nella trasmissione del messaggio evangelico, con una impostazione dialogica che interpelli direttamente i ragazzi con delle domande.

Interpellati sulla preghiera e in particolare sull’ Adorazione Eucaristica, sulla frequenza e necessità di stare a tu per tu con il Signore, i ragazzi hanno mostrato interesse a una più frequente e assidua organizzazione di momenti di adorazione.

A livello locale, molto sentiti e apprezzati sono stati i momenti che hanno permesso di riunire i giovani della città: le veglie di avvento e di quaresima sono state vissute come dei momenti veramente forti che certamente hanno lasciato il segno, in particolare quella di quaresima che ha avuto l’evangelizzazione per strada come momento centrale. I ragazzi che ne hanno fatto esperienza ne hanno trasmesso tutto l’entusiasmo e la forza. Sarebbe, però necessario un più costante cammino in modo da coltivare e rendere più facile il coinvolgimento di tutti i giovani, che può venire da un più frequente incontro e condivisione.

I ragazzi e gli animatori del post cresima

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