Novembre, tradizionalmente ricordato come il periodo di commemorazione dei nostri cari passati da questo mondo al Padre, inizia sottolineando il legame spirituale di tutti i credenti in Cristo, sia vivi sulla Terra che quelli in attesa nel Purgatorio e quelli già entrati nella Gerusalemme Celeste. Essa è una ricorrenza che celebra quindi la santità come ideale collettivo e che invita i credenti a meditare sulla possibilità della salvezza e della beatitudine.
La Chiesa di coloro che camminano sulla terra, riconoscendo benissimo questa comunione di tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, fino dai primi tempi della religione cristiana coltivò con grande pietà la memoria dei defunti e, «poiché santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perché siano assolti dai peccati», ha offerto per loro anche suffragi. Che gli apostoli e i martiri di Cristo, i quali con l’effusione del loro sangue diedero la suprema testimonianza della fede e della carità, siano con noi strettamente uniti in Cristo, la Chiesa lo ha sempre creduto; li ha venerati con particolare affetto insieme con la beata vergine Maria e i santi angeli e ha piamente implorato il soccorso della loro intercessione. A questi in breve se ne aggiunsero anche altri, che avevano più da vicino imitata la verginità e la povertà di Cristo e infine altri, il cui singolare esercizio delle virtù cristiane e le grazie insigni di Dio raccomandavano alla pia devozione e imitazione dei fedeli. (Lumen Gentium, 50)
La solennità di “Tutti i santi” nasce nel IV secolo con Papa Bonifacio IV proprio per ricordare “Tutti i santi”, non solo quelli riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa ma anche quelli che non hanno ricevuto la canonizzazione ufficiale ma hanno vissuto comunque una santa vita cristiana. Originariamente la ricorrenza il 13 Maggio ma riguardava solo i fedeli romani: dall’VIII secolo Papa Gregorio IV la estese a tutta la Chiesa cattolica e spostò la data al 1° novembre diventando così una ricorrenza annuale e universale.
Come in tutta la Chiesa cattolica anche nella nostra comunità abbiamo celebrato la festa di “Tutti i Santi” il 1° novembre con l’esposizione pubblica delle reliquie contenute nella “Santa Cascia” in occasione dell’anno giubilare, iniziativa promossa dall’Arciconfraternita, riprendendo un’usanza dell’allora parroco Curto, come testimoniato da foto custodite nella parrocchia, in occasione del giubileo ordinario del 1975.
Particolare solennità ha acquisito, quindi, la celebrazione eucaristica di quest’anno che si è conclusa con un breve “pellegrinaggio” presso l’altare del SS. Cristo che porta la croce dove erano presenti le reliquie e sostando in preghiera.
Non veneriamo però la memoria degli abitanti del cielo solo per il loro esempio, ma più ancora perché l’unione della Chiesa nello Spirito sia consolidata dall’esercizio della fraterna carità (cfr. Ef 4,1-6). Poiché, come la cristiana comunione tra i cristiani della terra ci porta più vicino a Cristo, così la comunità con i santi ci congiunge a lui, dal quale, come dalla loro fonte e dal loro capo, promana ogni grazia e la vita dello stesso popolo di Dio. È quindi sommamente giusto che amiamo questi amici e coeredi di Gesù Cristo, che sono anche nostri fratelli e insigni benefattori, e che per essi rendiamo le dovute grazie a Dio, «rivolgiamo loro supplici invocazioni e ricorriamo alle loro preghiere e al loro potente aiuto per impetrare grazie da Dio mediante il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro, il quale solo è il nostro Redentore e Salvatore ». Infatti ogni nostra vera attestazione di amore fatta ai santi, per sua natura tende e termina a Cristo, che è « la corona di tutti i santi » e per lui a Dio, che è mirabile nei suoi santi e in essi è glorificato. (Lumen Gentium, 50)
Questo, quindi, il senso del Giubileo di “Tutti i Santi” vissuto dalla comunità della SS. Annunziata nel 2025: una giornata straordinaria di un anno giubilare in una solennità ordinaria sostando in preghiera ricordando la comunione con i santi come corpo mistico di Cristo.
(foto di Rosario Rustico)
