Vi è mai capitato di passeggiare per le vie di una grande città e rimanere incantati dalla bravura degli artisti di strada che, con i gessetti, trasformano l’asfalto in un museo a cielo aperto?
Quali sensazioni avete provato?
Curiosità, stupore, emozioni positive, sorrisi, gioia… e chissà quante altre.
È proprio quello che hanno vissuto i nostri grestini nel laboratorio di “Chalk Fra’”. Tanto stupore, soprattutto a opera conclusa, nel vedere il risultato finale e nel rendersi conto di aver colorato ogni centimetro d’asfalto con fantasia e impegno, buon umore e tanta tenerezza.
In uno degli ultimi giorni di Grest, bambini e ragazzi insieme hanno realizzato sul viale centrale della nostra amatissima Basilica della SS. Annunziata cinque quadri meravigliosi.
Il compagno di viaggio San Francesco ha ispirato il titolo di tutte le opere: “Il tappeto della pace”.
Uno dei messaggi universali che San Francesco ci ha lasciato è proprio la fraternità, l’armonia e il dialogo tra le persone.
Valori che oggi, purtroppo, mancano tra alcuni popoli e potenti della terra, dove le guerre fanno pagare le conseguenze sempre ai più deboli, a nostri fratelli e sorelle.
I grestini, con un po’ di colore e tanta fantasia, hanno trasformato il viale della Basilica in una grande tela a cielo aperto.
Hanno disegnato immagini ispirate alla fraternità, all’incontro e agli intrecci che nascono quando c’è dialogo e collaborazione.
Perché il Grest 2026 è stato anche questo: imparare insieme a dare colore alla vita, a rendere più bello il mondo con la creatività, l’impegno e la gioia di ciascuno per lasciarlo migliore di come lo abbiamo trovato.
Ogni gessetto è diventato un piccolo segno di speranza.
Ogni sorriso, un colore in più.
E ogni disegno, un invito a credere che la pace si costruisce insieme, un tratto alla volta.
“Signore aiutaci ad essere strumento della tua pace”.
di Anita Barone
