Il Grest non è solo giochi e laboratori. È il battito estivo di una parrocchia, è il cuore pulsante della comunità. Per settimane il paese si riempie di voci, passi, risate. I ragazzi trovano amici e punti di riferimento, gli animatori giovani imparano il dono di sé, i genitori si sentono parte di una famiglia più grande. È un pezzo di comunità che si educa a vicenda: i piccoli imparano dai grandi, i grandi riscoprono la meraviglia guardando i piccoli.
Quest’anno il Grest della parrocchia della SS. Annunziata ha scelto di guardare al cielo… partendo da terra. Il laboratorio “Green Frà” ha portato i nostri ragazzi ai “Laghetti” – Lungocava Rizzuto, recentemente rimessi a nuovo ed inaugurati: zaino in spalla, guanti alle mani e tanta voglia di fare. Divisi in 5 squadre, i bambini sono diventati piccoli “custodi del creato”. Missione del giorno: pulire l’aiuola togliendo le erbacce che soffocavano il terreno, smuovere la terra e piantare nuove piantine. Terra sotto le unghie, sorrisi stampati in faccia e la soddisfazione di vedere crescere qualcosa grazie alle proprie mani. Un lavoro di squadra vero: c’era chi estirpava, chi scavava, chi annaffiava. Nessuno da solo, tutti importanti. Luoghi come i Laghetti diventano così “nostri”, perché ce ne prendiamo cura insieme.
Tutto il Grest di quest’anno è costruito sulla figura di San Francesco d’Assisi, il santo che chiamava “fratello” il sole e “sorella” la terra. Proprio come lui, maestro di cura, i bambini hanno imparato che il creato non è uno “sfondo” da usare, ma una casa da rispettare. Togliere un’erbaccia diventa allora un gesto d’amore. Piantare un seme è dire “credo nel futuro”. San Francesco ci ricorda una cosa semplice e scomoda: non siamo padroni della terra, ne siamo parte. Se la curiamo, lei si prende cura di noi. Aria pulita, acqua, cibo, bellezza. Tutto parte da lì.
Vogliamo ringraziare i vivai che ci hanno collaborato: Spazio Q e Gradanti per la generosità accordataci.
Piccoli semi, ma una grande responsabilità. Quelle piantine messe a dimora ai laghetti sono più di un lavoretto. Sono il segno che anche i bambini possono fare la differenza. Non serve cambiare il mondo in un giorno. Basta iniziare dal proprio pezzetto di terra, dalla propria classe, dalla propria parrocchia. La nostra parte è il lavoro quotidiano, la cura concreta. Il resto è fiducia. Grazie ai ragazzi per l’entusiasmo e per aver trasformato una mattinata di fatica in una lezione di vita. Che queste piantine crescano, e che cresca con loro il desiderio di custodire la nostra casa comune.
di Raimonda Cilmi
