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“C/o Nazareth”: ri-presentare l’amore coniugale

da Redazione
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Cosa è il matrimonio? Alcuni lo definiscono come “l’unione tra due persone che si amano”, altri come “Coronamento di un sogno d’amore”, altri ancora, quelli che si definiscono “realistici” perché già scottati dalla vita, come “tomba dell’amore”. Tre definizioni che dovrebbero farci riflettere e dalle quali, comunque, possiamo trarre due elementi interessanti che li accomunano. Il primo è che, in tutti e tre i casi, il matrimonio è considerato come punto finale di una esperienza. Il secondo elemento è il considerare il sentimento amoroso come essenziale per l’esistenza del matrimonio. In altre parole: ci sposiamo perché ci amiamo! Il sequel è solamente un’altra storia con gli stessi protagonisti.

Io e Katia siamo cresciuti e ci siamo formati sotto l’ombra benevola di Santa Madre Chiesa e quando iniziammo a frequentarci avevamo una storia “importante” alle nostre spalle. Durante il periodo di fidanzamento (10 anni esatti esatti!!!!) continuammo il nostro “cammino”, aggiungendo incontri, seminari, ritiri e campeggi “mirati” per i fidanzati (corso pre matrimoniale compreso e senza nemmeno una assenza!!!). Ci avviavamo al giorno del fatidico si con la consapevolezza dell’impegno che andavamo ad assumerci e dell’importanza di assumerlo davanti a Dio e, forse, fu anche per questo che curammo tutti gli aspetti della Celebrazione fin nei minimi particolari. Il 2 Maggio del 2009, nella Chiesa di S. Maria di Gesù, ci presentavamo all’altare laureati con il massimo dei voti, con lode, bacio accademico e pubblicazione della tesi!

Eravamo pienamente consapevoli, anche perché ce lo eravamo sentiti dire migliaia di volte, che quel giorno segnava solamente una tappa del nostro cammino; da quel momento, però, avremmo camminato come “una sola carne”. Katia aveva nel suo “bagaglio” l’esperienza della “fraternità francescana” ed io portavo con me quella dei Focolarini e della “vita comunitaria”. Insomma, sull’Amore e sull’amare avevamo conoscenze ferrate!

Ricordo ancora mio padre quando raccontava che, alla fine degli studi universitari, conosceva a memoria tutto il Codice Civile ma, al momento di scrivere la sua prima comparsa costitutiva non seppe da dove iniziare ed ebbe bisogno dei consigli di un avvocato più anziano.

Tornato a casa per pranzo, trovo Katia con il volto raggiante ed un foglietto in mano. “Ho fatto le analisi”. Bastò quella semplice frase per scatenare in entrambi una gioia indescrivibile: presto saremmo diventati mamma e papà! Siamo in piena estate, contattiamo subito il ginecologo che Katia aveva scelto per farsi seguire nella gravidanza. Proprio quel giorno, però, era l’ultimo prima delle ferie. “Non vi preoccupate, state tranquilli che la gravidanza non è una malattia. Ci vediamo a fine mese. Intanto….” e consigliò a Katia alcuni rimedi “pratici” per gli attacchi di nausea ed alcune gocce. Arriva il giorno della visita medica. Katia si sdraia sul lettino ed il dottore inizia a muovere l’ecografo a destra, a sinistra, su, giù e poi ancora a destra, a sinistra… Capisco che c’è qualcosa che non va: “Ragazzi, mi dispiace, sono cose che possono capitare….”. In quel momento sentimmo il mondo caderci addosso ed i giorni successivi non furono da meno! Ciascuno di noi due si sentiva scippato di qualcosa e ciascuno di noi sentiva, legittimamente, il bisogno della consolazione dell’altro. Quel giorno segnò la fine del “semestre bianco” della luna di miele e l’inizio della nostra storia di amore coniugale.

Cosa è il matrimonio per noi? È l’Amore che, da “emozione”, si trasforma in una “azione” concreta, consapevole e quotidiana: decidere di amare insieme. Non ci siamo sposati perché ci amavamo; ci siamo sposati perché, amandoci, abbiamo deciso di amare insieme.

Ci era stato chiesto di scrivere qualcosa per presentare “C/o Nazareth”: una rubrica dedicata al rapporto di coppia ed all’amore coniugale. Avremmo potuto farlo con discorsi cattedratici o sermoni farciti di citazioni bibliche. Abbiamo scelto di farlo, raccontandoci e condividendo con voi una porzione della nostra esperienza di amore coniugale vissuto nel quotidiano, senza l’intenzione o la pretesa di assurgere ad “esempio” o fornire risposte “salvavita”.

Abbiamo scelto di farlo allineandoci allo spirito di una rubrica che vuole raccontare, condividere e confrontarsi.

Raccontare la storia coniugale attraverso la condivisione delle singole esperienze di amore coniugale vissuto ed affrontato quotidianamente “nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia”.

Confrontarsi alla luce dell’esperienza di amore coniugale vissuto dalla “coppia” di Nazareth, punto di incontro tra l’amore “umanamente divino” e l’amore “divinamente umano”, per trovare la forza di decidere quotidianamente di amare insieme.
Una rubrica che vuole ri-presentare l’amore coniugale come centro esclusivo e costitutivo del matrimonio ed essere stimolo al ri-mettersi quotidianamente in gioco ed in discussione.

Una rubrica che guarda anche ai giovani e li sproni a vivere il periodo del fidanzamento come momento di discernimento e preparazione alla decisione di amare insieme.

Pietro e Katia

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