Home Tra terra e cielo “Se’ di speranza fontana vivace”: Maria in Dante e nella Chiesa

“Se’ di speranza fontana vivace”: Maria in Dante e nella Chiesa

da Redazione
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In occasione delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte del “sommo poeta” e nella giornata in cui la Chiesa celebra la Solennità dell’Assunzione di Maria al cielo, sembra opportuno ricordare il forte legame che intercorre tra la poetica di Dante Alighieri e la Madre di Cristo.

È parere condiviso dagli studiosi che nessuna letteratura abbia offerto alla Vergine Maria un insieme di componimenti poeticamente e teologicamente perfetti come quelli della Divina Commedia di Dante.

Dodici secoli di tradizione cattolica e di sentimento culturale cristiano gli hanno consentito di trovare nella “Theotòkos” l’idea cardine sulla quale virtualmente si muove l’intera Commedia: Maria, maternamente mediatrice, toglie l’uomo dalla «selva oscura» e lo spinge alla visione pura di Dio. Ella è sempre presente nell’itinerario spirituale del poeta, che la celebra con profondità dogmatica, compendio di tutta la teologia mariana medievale. Il canto di Dante nasce da una profonda e completa conoscenza teologica, umana, culturale: il teologo, il credente e l’uomo si fondono nel poeta.

La Divina Commedia è un viaggio ultramondano che porta l’uomo dallo stato di peccato (Inferno), attraverso il cammino di purificazione (Purgatorio), alla visione di Dio (Paradiso).

Maria, come madre di tutte le grazie, è presente fin dall’inizio sebbene indirettamente: è la «donna gentile» (Inferno II, 93) che si premura attraverso Santa Lucia e Beatrice di liberare il poeta dal suo smarrimento.

Se non può essere presente all’inferno, è invece disegnata con discrezione ed efficacia nelle sette cornici della Santa Montagna del Purgatorio; la sua vita viene offerta come vivo e plastico esempio di virtù cristiane alle anime che, attraverso la purificazione dai peccati capitali, conseguono la purezza di spirito che le renderà pronte ad entrare in Paradiso.

Nella prima cornice del purgatorio i superbi contemplano Maria come esempio di umiltà, meditando le parole «Ecco l’ancella del Signore» ( Purgatorio X, vv. 34-45); nella seconda cornice gli invidiosi meditano il suo esempio di carità, di attenzioni e la sua premura verso gli altri con le parole: «Non hanno più vino» (Purgatorio XIII, 25-30); nella terza cornice gli iracondi, avvolti in un fumo denso e pungente, meditano su di lei come esempio di mansuetudine e dolcezza mentre dice al figlio dodicenne: «Ecco, dolenti lo tuo padre ed io ti cercavamo!» (Purgatorio XV, 85-93); nella quarta cornice gli accidiosi, che giungono correndo dietro le spalle di Dante, gridano il versetto evangelico che esprime la  sollecitudine della Vergine: «Maria corse in fretta alla montagna» (Purgatorio XVIII, 97-100); gli avari della quinta cornice contemplano la povertà della Madonna, che si manifesta nella stalla di Betlemme in cui partorì, con i versi: «povera fosti tanto, /quanto veder si può per quell’ospizio/ ove sponesti il tuo portato santo» (Purgatorio XX, 16-24); nella penultima cornice i golosi sono invitati a imitare la sua caritatevole e delicata attenzione, poiché durante il banchetto nelle nozze di Cana si accorse anche della minima cosa che mancava agli altri: “Più pensava Maria onde fosser le nozze orrevoli ed intere, ch’alla sua bocca, ch’or per voi risponde” (Purgatorio XXII, 139-144); i lussuriosi, infine, compiono la loro purificazione guardando alla scelta verginale di Maria: «gridavano alto: non conosco uomo» (Purgatorio XXV, 121-129).

Si può ben dire che nel purgatorio dantesco l’esempio di Maria esprime e compendia tutto il cammino di santità di ogni cristiano.

Il Paradiso dantesco tripudia della luce e della gloria di Maria: qui la Vergine è la «Donna del cielo» circondata dal giubilo degli angeli e dei santi. Cito alcuni versi per coloro che avranno la pazienza e la curiosità di sfogliare il poema:( Paradiso XXIII, 88 111);( Paradiso XXXI, 112-138); (Paradiso XXXII, 85 114);

I versi più famosi riferiti alla Vergine sono sicuramente i primi trentanove versi del XXXIII canto del Paradiso che sono lauda e preghiera. Proprio per questo sono stati inclusi tra gli inni liturgici, nell’ufficio delle letture nella solennità dell’Assunta e nel Comune della B.V. Maria. Anche Mons. Marco Frisina nel 2003 musicò splendidamente questi versi.

Nel giorno in cui si celebra quella che, nella Chiesa d’Oriente, viene definita “la Pasqua estiva” desidero focalizzare l’attenzione su una terzina che può farci riflettere sul significato più profondo dell’Assunzione di Maria al cielo:

“Qui se’ a noi meridiana face,

di caritate, e giuso, intra’ mortali,

se’ di speranza fontana vivace.” (Paradiso XXX, 10-12)

Maria, come insegna il Concilio Vaticano II nella Lumen Gentium, «brilla come segno di sicura speranza e di consolazione per il Popolo di Dio in cammino». Guardando a Lei è possibile capire che siamo preziosi, destinati a risorgere proprio come Gesù. Maria, dopo suo Figlio, ci riconferma che Dio non lascerà svanire il nostro corpo nel nulla. Con Dio nulla andrà perduto!

In Maria, dice papa Francesco: “la meta è raggiunta e noi abbiamo davanti agli occhi il motivo per cui camminiamo.”

Maria è dunque, per Dante e per la Comunità dei credenti, di cui il sommo poeta fa parte, fonte inesauribile di speranza. Lei è madre della speranza, è il Paradiso che vivremo, è via ineludibile per il ritorno a Cristo.

                                                                                                                                                                    

                                                                                                                                                                 Emilio Caruso

(nella foto: l’assunzione di Maria in cielo)

2 commenti

rosariapiazzee36 gmail .it 16 Agosto 2021 - 22:31

Emilio complimenti per il tuo eccezionale articolo,”Maria, maternamente mediatrice toglie l’ uomo dalla selva oscura e lo spinge alla visione pura di Dio,” ” Qui se’ a noi meridiana face”……

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Grazia Maria Sena Cassar Scalia 17 Agosto 2021 - 09:28

Molto pertinente e misurato l’individuato
I’itinerario Mariano che ripercorre in tutto il divino poema la presenza importantissima della Madre di Gesù ,come nella vita di ogni Cristiano del resto !Complimenti vivissimi “Ad maiora”

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