Home Strada facendo… Un “abito per il Signore” in un tempo di “straordinaria ordinarietà”. La conclusione dell’anno catechistico

Un “abito per il Signore” in un tempo di “straordinaria ordinarietà”. La conclusione dell’anno catechistico

da Redazione
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Riceviamo e pubblichiamo, a conclusione dell’anno catechistico, una testimonianza di una mamma di ragazzi della nostra catechesi … L’occasione propizia per ringraziare i catechisti, strumenti nelle mani di Dio, “sarti” del Suo amore, pazienti e premurosi. I nostri ragazzi, preziosa stoffa da Lui plasmata. Le nostre famiglie, “sartorie” degne della santità feriale. Stoffe, sarti, abiti … questa la storia dell’affascinante anno catechistico che giunge al termine: “un abito per il Signore” in un tempo di “straordinaria ordinarietà”.

Eccoci giunti alla conclusione dell’anno catechistico, un anno di tesori e doni spirituali che hanno arricchito i cuori dei nostri figli , di noi genitori, dei catechisti, meraviglioso strumento nelle mani di Dio e della comunità intera, che si plasma all’ opera di Dio, facendosi famiglia e progetto di vita!

IL CATECHISMO PER I NOSTRI FIGLI
L’appuntamento del sabato, un impegno che nella sua semplicità traccia progetti di vita, regole d ‘amore, conoscenze che guidano nel cammino di Santità, illuminati dalla luce anche quando la strada è buia, dalla forza anche quando si è stanchi, dalla speranza quando si ha sconforto . Perché anche i nostri ragazzi, possono vivere momenti difficili, momenti di prova, momenti che chiedono loro di essere grandi, di percorrere sentieri tortuosi con quei piccoli ed incerti passi …

E nelle parole, dei nostri catechisti, i nostri figli possono trarre quel messaggio che aiuta loro, a camminare, riconoscendo anche nel frastuono della vita, la voce del Signore, riuscendo a sollevarsi ogni volta che si cade, grazie a quegli insegnamenti che come un seme, pian piano, doneranno frutto, il frutto della fede, della speranza e della carità!

Il catechismo è una forma di annuncio del vangelo, importante per la crescita nella fede. L’ora del catechismo è un momento fondamentale per la vita di ogni cristiano adulto. Gesù infatti disse “ Lasciate che i bambini vengano a me!”. Questo catechismo è destinato al mondo dei bambini e dei ragazzi. Un mondo dove c’è stupore, meraviglia, dove si assimila per sentimento la parola di Dio e non per ragionamento. Per i bambini il catechismo è il primo libro della fede della Chiesa, nella quale vengono battezzati e nella quale crescono come figli, “in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini”.
Ed i genitori, ogni giorno, diventano loro stessi una catechesi vivente per i figli, con il linguaggio e le azioni. I figli prima di essere un compito sono una benedizione.

Ed anche nelle difficoltà di questo anno, provato, a tratti lacerato dal male, dal dolore, dalle sofferenze che il Coronavirus ha seminato intorno a noi, in quel silenzio che si faceva padrone, costringendoci a chiudere le nostre vite per un tratto di tempo nelle nostre case, nonostante tutto ciò, siamo riusciti a farci sentire con la potenza dell’amore che andava oltre ogni distanza, ogni ostacolo, ogni silenzio!

Infatti i nostri ragazzi, con l’ardore di chi desidera rispettare quell’appuntamento che non deve mai mancare, ogni sabato, tramite un schermo, che fosse di un cellulare, di un computer, di un tablet, si sono collegati per ritrovarsi insieme in un’ unica famiglia più forti di prima, uniti nell’Amore e nella fede .

LA SANTA MESSA

Questa ha rappresentato il nostro appuntamento d’amore con il Signore. Quanto meraviglioso ricordare il momento quando siamo tornati tra le mura della nostra amata Chiesa, dopo il lockdown, per partecipare alla celebrazione delle 11:30, la messa dei ragazzi, ma anche di noi genitori, che riceviamo ogni volta la benedizione di essere madre e padre per i nostri figli, che impariamo ad amarli nell’ amore di Gesù, a saperli ascoltare anche nei loro silenzi e ad essere tutt’uno nelle gioie e nei dolori, ad essere una “vera famiglia”.

Ed anche a quella distanza che tutt’oggi dobbiamo mantenere a causa del Covid, il nostro cuore riesce a toccare quello dell’altro, perché ha imparato a cercarsi con lo sguardo ed ad abbracciarsi con l ‘anima . Non dimenticheremo mai quel periodo di lockdown, in cui lo schermo di computer aveva assorbito per troppo tempo i nostri occhi, il nostro corpo, il nostro cuore, quando cercavamo di non mancare all’appuntamento con Gesù, la domenica.
Ma non vi erano i sorrisi dei nostri ragazzi, lo spirito di comunione che aleggiava tra loro nei compiti che svolgevano durante la celebrazione, mancavano i loro canti che allietavano la Casa di Dio, mura tanto grandi che riescono ad entrare nel nostro cuore, quando, durante la Santa Messa, ci mettiamo al cospetto di Dio e diventiamo chiesa: un’unica famiglia unita in Lui .

Quanto è infinito il dono di poter partecipare alla Santa Messa, anche se a volte siamo attanagliati dalla pigrizia, noia, mancanza di tempo! Gesù ci trasforma se apriamo a Lui il nostro cuore, spazzando via i sentimenti negativi. Solo così possiamo essere esempio per i nostri figli, insegnando loro la strada nella vita, che è quel cammino che Dio  ha segnato per ognuno di noi. È infatti fondamentale il ruolo di noi genitori per far comprendere ai nostri figli quanto sia importante partecipare all’appuntamento dell’Eucarestia, sostegno della nostra vita, anzi la nostra stessa vita!

Ricordiamo il nostro SAN DOMENICO SAVIO che insegna ai nostri bambini, ai giovani (ed a tutti noi), a dedicare l’intera nostra vita a Gesù, nel desiderio profondissimo di diventare santi. Ci invita a valutare come più importanti siano i tesori accumulati in Cielo, piuttosto che quelli sulla terra. Ci insegna che tutti noi abbiamo la stoffa per farci santi e che possiamo conseguire questo obiettivo nel vivere in pienezza la nostra vita quotidiana. Rammentiamo ancora le sue parole rivolte a don Bosco: “Dunque io sono la stoffa. Lei ne sia il sarto, mi prenda con lei e farà un
bell’abito per il Signore”. E facciamo nostre anche quelle parole che San Domenico scrisse su un foglietto conservato da lui in un libro di preghiere e trovato poi da Don Bosco: “1. Mi confesserò molto sovente e farò la comunione tutte le volte che il confessore mi darà licenza. 2. Voglio santificare i giorni festivi. 3. I miei amici saranno Gesù e Maria. 4. La morte, ma non peccati”.
Questi propositi furono il suo programma di vita … e solo nel cammino di Santità che ognuno di noi è chiamato ad intraprendere, potranno essere anche il nostro Programma di vita!

Un grazie speciale ai nostri sacerdoti don Manlio e don Deo, insieme alle catechiste e alla comunità stessa, tutti strumenti di un amore di Dio performante e trasformante! A conclusione di questo anno catechistico, ricordiamo le parole di Don Bosco, che siano monito e guida per il nostro cammino :

“La Santità consiste nello stare sempre allegri”
“Una casa senza musica è come un corpo senz’anima”
“Ricordatevi che il diavolo ha paura della gente allegra”
“L’educazione è cosa di cuore, e Dio solo ne è padrone”

di Natalia Parisi

(in foto: Ragazzi della catechesi durante la Novena di Natale 2020)

1 commento

Donato Bruno 9 Maggio 2021 - 08:02

Ottima sintesi

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