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Bicentenario “Sogno dei nove anni” di San Giovanni Bosco

Riflettiamo sui sogni dei giovani e su come gli adulti ne possono essere custodi

da Katia Pioggia
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Ricorre quest’anno il bicentenario del “Sogno dei nove anni” di San Giovanni Bosco.  Una ricorrenza che ci invita a riflettere sulla possibilità e sulla capacità di sognare oggi.
In particolare sulla capacità dei nostri giovani di credere nei propri sogni. Come ha più  volte ribadito papa Francesco rivolgendosi ai giovani “i sogni sono importanti, tengono  il nostro sguardo largo, ci aiutano ad abbracciare l’orizzonte, a coltivare la speranza in ogni azione quotidiana. E i sogni dei giovani sono i più importanti di tutti. Un  giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato; non potrà capire la vita, la  forza della vita. I sogni ti svegliano, ti portano in là, sono le stelle più luminose, quelle  che indicano un cammino diverso per l’umanità. I sogni dei giovani fanno un po’ paura  agli adulti. Fanno paura, perché quando un giovane sogna va lontano. Forse perché  hanno smesso di sognare e di rischiare. Tante volte la vita fa che gli adulti smettano di sognare, smettano di rischiare; forse perché i vostri sogni mettono in crisi le loro  scelte di vita, sogni che vi portano a fare la critica, a criticarli. Ma voi non lasciatevi rubare i vostri sogni”.

Sognare, pensare in grande dovrebbe essere la prerogativa dei nostri giovani. Ma la complessità della nostra società sempre più pervasiva e massificante, sembra aver  spezzato la matita dell’immaginazione e rotto la fiducia nel futuro. Eppure sono i sogni ad accendere le passioni, a disegnare un domani pieno di possibilità. E allora come  possiamo noi adulti spingere i nostri giovani a pensare in grande, a mettersi con coraggio sulla strada dei sogni, incoraggiarli a coltivarli e a realizzarli? È nostro il compito di aiutarli a superare quel pessimismo cha a volte pervade la loro vite, convinti di non potersi superare e dare loro la spinta verso una promessa che ciascuno porta con sé. Perché ogni vita è custode di un sogno che dà forma al mondo, anche se a volte è un’impresa ardita realizzarlo.

Credere nei propri sogni significa muoversi per farli avverare, non aspettare che altri spianino la strada per consentire di raggiungere traguardi. Bisogna insegnare loro ad essere resilienti: di fronte a sconfitte, bruciature, delusioni è importante continuare a credere nel sogno che aveva spinto a muovere i primi passi, se necessario rimodulandolo, provando a scegliere percorsi differenti, senza perdere determinazione. A noi adulti spetta il compito di essere custodi dei sogni dei nostri giovani, anche quando sembrano una chiamata impossibile, come accadde a Giovannino Bosco.

Il sogno può rappresentare il gancio per trovare quella via di ingresso che don Bosco chiamava “il punto accessibile al bene” di ciascun giovane, scoprendo valori e talenti.

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