Una Basilica della SS. Annunziata con numerosissimi fedeli, amici, confratelli e sacerdoti ha accolto, mercoledì 15 aprile, la solenne celebrazione per il cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale di don Gianni Marina, oggi vicario parrocchiale delle comunità della SS. Annunziata e di Sant’Antonio Abate in Ispica.
Una festa intensa e profondamente partecipata, che ha visto la presenza non soltanto dei fedeli ispicesi, ma anche di tanti amici giunti soprattutto da Modica, dalla parrocchia della Madonnina delle Lacrime, dove don Gianni ha svolto il suo ministero per ben trentadue anni come parroco, lasciando un ricordo vivo e profondo nel cuore della comunità.
A rendere ancora più significativa la celebrazione è stata la presenza di quattro Vescovi: Mons. Rosario Gisana, Mons. Corrado Lorefice, Mons. Angelo Giurdanella e Mons. Salvatore Rumeo, Vescovo di Noto, che ha presieduto la solenne Eucaristia.
Nel corso dell’omelia, Mons. Rumeo ha voluto riprendere le parole pronunciate cinquant’anni prima dall’allora Vescovo Mons. Salvatore Nicolosi nel giorno dell’ordinazione sacerdotale di don Gianni e degli altri quattro giovani presbiteri ordinati in quell’anno. Sulla scia del Concilio Vaticano II, Mons. Nicolosi esortava quei giovani sacerdoti ad essere annunciatori coraggiosi del Vangelo in un tempo difficile e controverso, un tempo che chiedeva ai nuovi preti una testimonianza autentica, credibile e generosa.
Parole che oggi sembrano trovare pieno compimento nella vita e nel ministero di don Gianni, sacerdote dal tratto semplice, essenziale e profondamente umano. Un prete che ha saputo vivere il Vangelo nelle periferie dell’esistenza, accanto alla gente, con discrezione e autenticità.
Gli altri Vescovi presenti, ricordando gli anni condivisi in Seminario e il giovane don Gianni, hanno ringraziato il Signore per il dono della sua amicizia, della sua fraternità sacerdotale e del suo entusiasmo pastorale, rimasto vivo nel tempo.
Nato ad Ispica il 19 luglio 1949, don Gianni cresce nella parrocchia di Sant’Antonio Abate, dove muove i primi passi come chierichetto. È proprio lì che, grazie all’incontro con Padre Battaglia, matura lentamente la sua vocazione sacerdotale. «Dio ha messo nel mio cuore la nostalgia di Lui», ha raccontato in una recente intervista ai bambini della comunità, spiegando con semplicità il segreto della sua chiamata.
Ordinato sacerdote il 15 aprile 1976, a soli ventisette anni, don Gianni ha iniziato il suo ministero nella parrocchia Madonna di Fatima a Modica, dopo alcune esperienze pastorali a Noto. Un particolare che lui stesso ama ricordare è che tutte le comunità in cui ha prestato servizio erano dedicate alla Vergine Maria, presenza costante e materna nel suo cammino sacerdotale.
Nel corso degli anni il suo ministero si è distinto soprattutto per uno stile evangelico essenziale, lontano dai formalismi e vicino alle persone più fragili. A Modica, in particolare, ha condiviso la vita della gente semplice, dedicandosi alle periferie umane ed esistenziali: dagli anziani delle case di riposo ai giovani assistiti di Casa Chiara, fino al servizio svolto negli ultimi anni presso l’Hospice di Modica.
Durante la serata non sono mancati momenti di intensa commozione, soprattutto nelle parole del parroco don Manlio Savarino, che ha tracciato un ritratto profondo e affettuoso di don Gianni. «Dio ha questo vizio antico: scegliere non i più “adatti”, ma i più veri», ha detto, ricordando il suo stile libero, semplice e profondamente evangelico. E ancora: «Ci hai insegnato che si può essere preti senza sembrare perfetti, che si può essere fedeli senza essere rigidi, che si può annunciare Dio restando semplicemente uomini».
Parole accolte con lunghi applausi da una comunità intera che si è stretta attorno al suo sacerdote con sincera gratitudine. Un affetto manifestato anche attraverso il dono simbolico di una casula, consegnata con ironia e tenerezza a chi, per sua stessa natura, ha sempre preferito la sostanza alle apparenze. Numerosi i doni ricevuti che Padre Gianni ha voluto devolvere a favore di alcune realtà caritative africane nella Diocesi Gemella di Butembo Beni.
A conclusione della celebrazione, è stato lo stesso don Gianni Marina a prendere la parola con commozione e semplicità per ringraziare tutti i presenti per l’affetto, la vicinanza e la preghiera manifestati in questa importante ricorrenza. Con il suo stile essenziale e autentico, ha voluto elevare al Signore il suo rendimento di grazie per «l’infinita misericordia» con cui Dio lo ha scelto e chiamato al ministero sacerdotale cinquant’anni fa. Un ringraziamento che si è fatto preghiera, memoria riconoscente e affidamento, nella consapevolezza che tutta la sua vita sacerdotale è stata accompagnata dalla fedeltà e dalla grazia del Signore.
La celebrazione del cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale di don Gianni Marina non è stata soltanto il ricordo di una lunga storia personale, ma il segno concreto di una Chiesa viva che riconosce e ringrazia per il dono di sacerdoti capaci di abitare il Vangelo nella quotidianità della vita.
Cinquant’anni dopo quel “sì” pronunciato davanti a Dio e alla Chiesa, don Gianni continua ancora oggi a testimoniare con semplicità che il sacerdozio è innanzitutto amicizia con Cristo, fraternità vissuta e servizio umile al popolo di Dio. Una testimonianza che continua a generare speranza e che, come augurato dalle comunità della SS. Annunziata e di Sant’Antonio Abate, possa ancora suscitare nuove vocazioni sacerdotali nella Chiesa di Noto.
