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Famiglie che scelgono l’essenziale: la provocazione di San Francesco oggi

da Redazione
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C’è un rischio che attraversa anche le nostre famiglie: riempire le giornate di cose, impegni, parole… e svuotare, quasi senza accorgercene, ciò che conta davvero. È da qui che prende forma il cammino del Gruppo Famiglie Adulte della nostra comunità, un percorso che, attraverso le catechesi di queste settimane, sopratutto quaresimali, intende rimettere al centro una domanda scomoda ma necessaria: che tipo di famiglia vogliamo essere?

Le riflessioni ispirate a San Francesco d’Assisi, nell’anno ottocentenario della sua morte, non lasciano spazio a una fede comoda o teorica. Lo stile francescano è essenziale, concreto, persino spiazzante: invita a togliere, prima ancora che ad aggiungere. A liberarsi dal superfluo per fare spazio a ciò che è vero.

E proprio qui si innestano alcuni spunti che le famiglie sono state chiamate a raccogliere e a vivere.

Anzitutto, l’essenzialità nelle relazioni. Non è questione di fare di più, ma di esserci meglio. Tornare a parlarsi davvero, a guardarsi negli occhi, a non dare per scontato l’altro. Quante volte la quotidianità rischia di diventare una convivenza organizzata più che una comunione vissuta? Lo stile francescano chiede di recuperare autenticità: meno rumore, più verità.

Poi, la riscoperta della povertà evangelica, non come privazione, ma come libertà. Significa educarsi – anche in famiglia – a distinguere ciò che serve da ciò che appesantisce. Non solo nelle cose materiali, ma anche nelle pretese, nelle aspettative, nei giudizi reciproci. Una famiglia più libera è una famiglia che respira meglio.

Un altro passaggio forte riguarda la custodia della pace domestica. Non una pace fragile, che evita i problemi, ma una pace costruita: fatta di pazienza, di perdono concreto, di capacità di ricominciare. Le catechesi hanno richiamato con forza che il primo luogo dove il Vangelo deve diventare visibile è proprio la casa. E lì la pace non si improvvisa: si sceglie.

Centrale anche il tema della fraternità vissuta tra famiglie. Il cammino non è individuale. Le famiglie che si incontrano, condividono, si raccontano, scoprono che le fragilità non sono un ostacolo, ma un punto di partenza. È nella condivisione che si passa dall’isolamento alla comunità, dalla fatica nascosta alla speranza condivisa. Su questo si intende puntare sempre di più.

E ancora, la gioia semplice. Quella che San Francesco testimonia con radicalità: una gioia che non nasce da condizioni perfette, ma da un cuore riconciliato. Le famiglie sono state provocate a chiedersi dove cercano la felicità: nelle cose che passano o nelle relazioni che restano? Questo percorso si è rivelato una vera occasione di verifica. Perché lo stile francescano non è evanescente e non lo si ascolta soltanto: si prova, si sperimenta, si traduce in scelte quotidiane.

In fondo, tutto il percorso è stato indirizzato ad una scelta orientante: vogliamo continuare a non vivere famiglie che “funzionano”, iniziando ed impegnandosi a costruire famiglie che vivono davvero.

a cura della Commissione Famiglie Parrocchiale

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