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La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

da Redazione
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Durante il tradizionale Angelus di domenica 20 Marzo, Papa Francesco annuncia un intenzione particolare: in occasione della solennità dell’Annunciazione di Nostro Signore Gesù Cristo e perdurando l’invasione della Russia in Ucraina invita tutta la Chiesa ad unirsi in preghiera per la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria dell’umanità, affidando, in particolar modo, la Russia e Ucraina: detta consacrazione sarà pronunciata dal Pontefice stesso venerdì 25 marzo nella Basilica di San Pietro.

L’annuncio del Papa ha radici profonde e risalgono al 13 luglio del 1917 quando, durante l’apparizione dei tre pastorelli a Fatima, la Vergine Maria aveva chiesto la Consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato altrimenti:

qualora non fosse stata accolta questa richiesta, la Russia avrebbe diffuso “i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni – aveva aggiunto – saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte”.

Da allora ci sono state vari atti di consacrazione da parte dei pontefici: già Pio XII nel 1952 consacrò la Russia al Cuore Immacolato di Maria, seguito da Paolo VI e, infine, Giovanni Paolo II il 25 marzo 1984 che consacrarono tutto il genere umano.

O Madre nostra, Madre di questo popolo pellegrino, Madre dei sofferenti, degli umili, dei poveri, Tu sei Madre dell’uomo. Dio ti ha scelta lì in mezzo alla gente comune in un piccolo villaggio appartenevi alla schiera dei poveri, una fanciulla che viveva la quotidianità di ogni famiglia.

O Madre degli uomini e dei popoli Tu che conosci tutte le nostre sofferenze e le nostre speranze tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male tra la luce e le tenebre che scuotono il mondo intero accogli il nostro grido… accogli la nostra umile preghiera di affidamento al tuo Cuore Immacolato…

O Maria facci dono della Pace della comunione: te lo chiediamo per il mondo intero che spesso lo spirito di parte riduce così tanto a terra contesa perché la solidarietà tra i popoli non sia vissuta solo come uno dei tanti impegni morali ma come l’unico imperativo etico su cui fondare l’umana convivenza.

In questo particolare momento ti imploriamo di starci vicino di liberarci dai brividi delle tenebre. Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio Santa Madre di Dio non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova ma liberaci da ogni pericolo o Vergine gloriosa e benedetta.

di Silvana Civello

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