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Legati dalla fede in sinodo. Il nuovo gemellaggio con Mabambi

da Redazione
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A conclusione del 2021, dentro l’ottava del Natale, arriva come dono il nuovo gemellaggio con la Parrocchia di Mabambi. L’occasione propizia per avviare legami di dialogo e carità, preziosa eredità che vuole anche dar seguito alle meraviglie operate da Dio attraverso la presenza di P. Deogratias tra noi! Un articolo ne presenta l’idea e inaugura una nuova sezione del nostro Giornale.

 

Nel 1988 il vescovo di Noto, Monsignor Salvatore Nicolosi, riconoscendo i tempi maturi, volle intraprendere un gemellaggio tra la diocesi di Noto e quella di Butembo-Beni. Monsignor Emanuel Kataliko, vescovo della diocesi di ButemboBeni, fu chiamato dal vescovo di Noto, per gemellare le due Diocesi. La sigla ufficiale dell’atto del gemellaggio si tenne in cattedrale, a Noto, il 21 aprile 1988.

Da oltre 30 anni il gemellaggio continua ad essere una bella realtà grazie all’impegno dei vescovi, della nostra diocesi, che si sono succeduti a Monsignor Nicolosi: Monsignor Malandrino, Monsignor Crociata e Monsignor Staglianò.

Nel tempo la diocesi di Noto e quella di Butembo-Beni, hanno realizzato un vero e proprio ponte che ha dimostrato segni di fecondità e arricchimento reciproco, nello sviluppo di esperienze di cooperazione, di integrazione, di dialogo, di interscambio culturale e spirituale. Un impegno, questo, a lungo termine, dove questi segni hanno richiesto tempo per realizzarsi e rafforzarsi.

La parrocchia della SS. Annunziata di Ispica ha avviato un gemellaggio con una nascente realtà parrocchiale presso Mabambi nella diocesi di Butembo-Beni, grazie anche al dono, in questi ultimi anni,  della presenza di padre Deo, nostro vicario parrocchiale.

Il gemellaggio rappresenterà un’apertura alla condivisione che spinge la nostra fede, fondata sull’Eucarestia, ad allargare gli orizzonti a vivere la dimensione di una carità che pur intercettando i bisogni della nostra parrocchia non dimentica che esistono povertà grandi e diffuse. Esse sono il volto di Gesù che interpella la nostra coscienza e la nostra vita di fede.

Per la nostra comunità parrocchiale il gemellaggio con Mabambi, non riguarderà solo la parte economica, anche se importante, ma soprattutto la condivisione del lavoro pastorale, l’impegno reciproco di sentirci Chiesa, membri dello stesso popolo di Dio, l’aiuto vicendevole nella preghiera. La tristezza e le angosce dei poveri e di tutti coloro che soffrono sono le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. La prossimità è il cuore del gemellaggio. Una vera e propria via sinodale.

Sentiamoci allora vicini ai nostri fratelli gemellati che da molti anni vivono la guerra e conflitti finalizzati spesso al controllo delle risorse di cui l’Africa dispone: oro, rame e colton. Il colton del Congo è ad alto tasso di tantalite, da qui il suo valore e la richiesta delle industrie dell’informatica per la fabbricazione di telecamere, cellulari ecc. Quando teniamo in mano un cellulare non dimentichiamo lo sfruttamento dei bambini per recuperare questo metallo.

Mettiamo allora al centro il fratello relativizzando e contrastando quell’attitudine psicologica che ci chiude nel nido, che demanda ad altri la fatica dell’agire che porterà frutto se caratterizzato da umiltà, coralità, intelligenza, solidarietà. Il gemellaggio esalta la dimensione cattolica della Chiesa; gemellaggio tra Chiese che vogliono crescere insieme, con l’auspicio che il gemellaggio della Basilica SS. Annunziata con Mabambi, possa continuare nel tempo sempre vivo e partecipato.

Avviamo anche noi il Sinodo universale con la Chiesa gemella di Butembo-Beni, questo “camminare insieme” che coinvolge tutti noi credenti, tutto il popolo di Dio, in ascolto dello Spirito per camminare nella storia.

Salvatore e Francesca Donzello

(In foto: La parrocchia di Mabambi nella Diocesi di Butembo Beni)

1 commento

rosariapiazfz36il .i 28 Dicembre 2021 - 14:35

Complimenti Salvatore e Francesca per il vostro toccante articolo. Vero carissimi ” Esistono realtà grandi e diffuse che interpellano la nostra vita di fede. Impegnamoci ,pertanto ,reciprocamente a sentirci Chiesa ,membri dello stesso popolo di Dio Sentiamoci vicini ai nostri fratelli gemellati ,camminiamo insieme”.

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