Il periodo delle festività natalizie, denso di atmosfera calda, luminosa e luccicante, gioiosa e per certi aspetti frenetica per via delle numerose iniziative scolastiche e cittadine, è stato seguito da un tempo più rilassato, contraddistinto dal silenzio. Non dovuto a stanchezza, ma una scelta consapevole e voluta da noi educatori di Volere Volare, nata dal desiderio di dedicarci all’ascolto dei bambini, offrendo loro un tempo senza tempo, potremmo dire; senza alcuna scadenza o impellenza.
Ci siamo allora addentrati nel mondo delle emozioni: ambito tanto usato, a volte abusato o trattato in modo semplicistico. La postura assunta è stata quella di non mettere in conto nulla, ma solo di predisporci ad accogliere quanto sarebbe venuto fuori. La direzione era la Giornata Mondiale degli Abbracci, che ricorre il 21 gennaio per celebrare la quale abbiamo sempre pensato a un progetto che valorizzi il significato e la valenza emotiva di questo gesto così importante da essere dotato della capacità di allungare la vita, per dirla con le parole di Alessandro D’Avenia, professore e scrittore di grande fama.
Nelle settimane precedenti invece, abbiamo privilegiato il circle time o tempo del cerchio, uno strumento operativo utile a promuovere l’inclusione, che aiuta a facilitare la comunicazione e la conoscenza reciproca, a stabilire un clima favorevole, riconoscere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri, stimolare l’assunzione di responsabilità, valorizzare le risorse e le differenze individuali, educare all’uguaglianza. Inoltre, permette la conoscenza reciproca.
Inizialmente abbiamo chiesto ai bambini di dare una definizione di emozioni, di dirci cosa sono e come ci fanno sentire, associando un colore. In modo graduale ci siamo addentrati in questo mondo tanto delicato attraverso la lettura de “Il libro delle emozioni”, una raccolta di racconti aventi ciascuno per argomento un’emozione: la rabbia, la gioia, la vergogna, la gelosia, l’invidia, la tristezza. Ambientati di volta in volta a scuola, in famiglia, al parco, hanno consentito ai bambini di calarsi meglio nei panni dei protagonisti e delle circostanze che scatenano le emozioni. Questo ha permesso loro di raccontarsi, di riferire episodi della loro quotidianità, di assegnare un colore alle loro emozioni, soprattutto di definirle, provando a chiamarle per nome, comprendere come si sentono interiormente e fisicamente. Un racconto al giorno seguito dal confronto reciproco, rispettando i tempi di ognuno. I giochi delle carte “Come mi sento”, hanno aggiunto altre sfaccettature alle emozioni di base, introducendo quelle più complesse. I bambini hanno prima pensato a un episodio del loro vissuto da associare a una emozione estratta casualmente, poi lo hanno disegnato e infine raccontato. Sempre attraverso le carte, abbiamo introdotto la musica e la libera espressione del corpo associata a ritmi rock, tristi, allegri: circostanza che ha visto i bambini un po’ reticenti all’inizio, per poi lasciarsi andare liberamente grazie all’aiuto e al coinvolgimento dei compagni più partecipi. Al termine di ogni brano, i bambini dovevano scegliere tra le carte quella che suggeriva le emozioni provate. È stato bellissimo vedere come da emozioni negative, i bambini siano passati a emozioni positive come il sentirsi accolti, aiutati, incoraggiati, gioiosi, sostenuti.
Così arrivati alla Giornata Mondiale dell’Abbraccio, la narrazione video e audio del racconto “Il segreto del piccolo Abbracciosauro”, ha rafforzato quanto fatto nelle settimane precedenti, insieme ad attività di laboratorio e di gioco. Il dinosauro dalla coda speciale, che cambia colore in base alle emozioni provate, non solo da lui, ma anche da chi lo circonda, ci ha insegnato quanto sia importante capire e comprendere amici e quanti ci stanno accanto, cosa possiamo fare e come un abbraccio abbia il potere di cambiare le cose. Ci siamo tutti immedesimati nei personaggi del racconto e pensato ai momenti in cui ci sentiamo bisognosi di essere stretti da braccia accoglienti, decorando la coda di un dinosauro disegnata su un cartellone.
Le emozioni hanno un loro colore: durante questo tempo i bambini hanno imparato ad associarne uno a ogni loro emozione. Il laboratorio artistico-creativo ha consentito di colorare le loro emozioni attravrso la tecnica della pittura. Un momento molto suggestivo, facilitato da una atmosfera resa rilassante dal silenzio e dall’ascolto della musica. Il risultato è stato un vero e proprio colpo d’occhio, una splendida tavolozza di colori che ci ha testimoniato come le emozioni non sono nemiche, sono messaggi; e quando diventano troppo grandi si può parlare, respirare o ricevere un abbraccio; le emozioni ci insegnano a conoscerci meglio.
Hanno concluso il progetto due momenti gioco: un gioco musicale con i bambini vestiti tutti da piccoli dinosauri con code e zampe preparate appositamente da noi educatori. Allo stop della musica, i bambini dovevano correre ad abbracciare un compagnetto. L’altro, il mimo delle emozioni sempre guidato dalle carte estratte a caso.
Non sono mancati i momenti in cui abbiamo ricordato ai bambini che oltre all’importanza di ricevere o chiedere un abbraccio, è altrettanto importante essere noi donatori di abbracci.
Una nota che vogliamo sottolineare è che il racconto del piccolo Abbracciosauro e la sua colonna sonora, sono stati creati sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale per usi didattici e pedagogici. Ci hanno aiutato e supportato Federica e Manuela, volontarie che stanno svolgendo il loro anno di servizio civile presso il cantiere e Gianni, uno dei nostri giovani volontari, appassionato di tecnologie digitali. Grazie a loro siamo riusciti a creare il racconto con testi, immagini, effetti sonori, musiche, canzoni. Un lavoro complesso, originale, adatto ai piccoli, ma anche aderente alle inclinazioni dei giovani, che ha permesso di valorizzare e mettere a frutto i loro talenti e le loro innate capacità in campo tecnologico e digitale. Li ringraziamo per la loro freschezza, voglia di mettersi in gioco e per il lavoro di squadra che abbiamo fatto insieme.
Questo tempo senza tempo è stato veramente importante, ricco, fondamentale per stare al passo dei piccoli, condurli a conoscersi meglio, porre attenzione al carico emotivo troppo spesso trascurato, ma che necessita di essere accolto. Non è un punto di arrivo, ma un inizio che necessita di continuità, costanza, pazienza e apertura.
di Carmeluccia Lorefice
